L’ultima barriera al proliferare del bavaglio culturale

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Care lettrici, cari lettori.
Vorrei spiegarvi quanto sia difficile, oggi, fare informazione in questo Paese.

La crisi dell’editoria, certificata dal calo generale delle copie vendute, dalla chiusura capillare dei templi laici del confronto, le edicole, e dalle mutate abitudini dei lettori più orientati a consultare le notizie online, impone una riflessione generale sulla “crisi sistemica” – come l’ha definita il sottosegretario Martella -, che attraversa il mercato dell’informazione.

Sono in gioco non solo i posti di lavoro di coloro che un giornale lo costruiscono “giorno dopo giorno”, con grandi sacrifici a fronte, molto spesso, di compensi inadeguati, ma anche il pluralismo dell’informazione, base su cui poggia la coscienza collettiva.

Circostanza, amiche e amici di Orwell, che mette in pericolo, dunque, anche la vostra libertà di scelta.

Le difficoltà che attanagliano il mondo dell’editoria, non risparmiano, purtroppo, nemmeno la nostra testata.
Essere liberi ha un costo. Essere liberi, sorretti dalla convinzione di non dover rendere conto a nessuno pur di offrire un prodotto di qualità, ha un prezzo anche maggiore.

Soprattutto se il viaggio non prevede di seguire una rotta sicura.
Quella, per intenderci, che indica l’approdo verso i comodi porti del politicamente corretto.
Perché i nostri approfondimenti, le nostre interviste, i nostri reportage, parlano di “altro”.

Vi chiediamo, dunque, di difendere questo “altro”, che nasce dal dialogo e dal confronto, attraverso una campagna di auto-sostentamento che ha preso il via sulle pagine del nostro-vostro giornale.

Va da sé che potrete continuare a leggere gratuitamente, almeno fino a quando ci sarà possibile, gli articoli frutto dell’impegno della nostra redazione.

Tuttavia, un giornale meno forte economicamente limita, anzi vanifica, l’esercizio della professione, con inevitabile ricaduta sull’imprescindibile necessità di formare una società pluralista.

La libertà d’informazione passa anche attraverso un vostro atto di generosità.

Permettere a Orwell di sopravvivere significa tutelare il diritto di garantire un palcoscenico a più voci, ultima barriera al proliferare del bavaglio culturale tanto caro alla cultura mainstream.
Grazie.

 

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