Ma che figura: il Governo non sa neppure dov’è il Sud

Conte presenta l'ennesimo "Piano per il Sud" pubblicizzando il limpido mare di... Trieste

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Passi per coprirsi di ricolo con l’ormai logora manfrina della prescrizione, passi anche per la figura da mentecatti che facciamo quotidianamente in politica estera, ma che il Governo adesso abbia talmente “perso la bussola” da non capire più la differenza tra Nord e Sud è veramente eccessivo.

La figuraccia rimediata da Giuseppe Conte giovedì scorso a Gioia Tauro passerà alla storia.

Il nostro “avvocato del popolo”, si è presentato, in qualità di capo del Governo insieme al ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano e a quello dell’Istruzione, Lucia Azzolina per portare ai poveri meridionali la “lieta novella”.

La creazione (pensate un po’ che novità) di un “Piano per il Sud”, un progetto che prevede investimenti destinati al meridione d’Italia (mai visto) con la speranza di ridurre il divario con il  Nord. Le sessanta pagine di questo libro dei sogni prevedono due tipi di interventi; quelli immediati e quelli da realizzare entro il 2030. Il valore complessivo del Piano si attesta in oltre 100 miliardi, grazie all’applicazione della famosa quota “34%”, ovvero la destinazione di fondi per il Meridione in base alla percentuale di popolazione nazionale. Il Piano – secondo lorsignori – dovrebbe dare vigore a infrastrutture, trasporti, ecologia, innovazione per far ripartire il Sud.

Fin quei sarebbe solo l’ennesima riproduzione in salsa rosso-gialla delle eterne promesse che, per 70 anni, hanno illuso il Mezzogiorno senza mai lasciar traccia (se non nelle tasche di speculatori, imprenditori fantasma e corrotti di ogni specie). Insomma, sarebbe stata la solita noia che provoca sbadigli, mentre, invece, in breve si è trasformata in una farsa che ha fatto ridere mezza Italia.

Sì, perché se “chi ben comincia è a metà dell’opera”, il Governo ha iniziato questo suo approccio al Meridione nella maniera più stupida. L’immagine scelta come prima slide di presentazione del Progetto, infatti, rappresenta un tratto di litorale con mare limpido che, però, non è Calabria, neppure Puglia, né una delle splendide coste siciliane o sarde. Si tratta, infatti, del golfo più a Nord d’Italia, quello di Trieste, località Duino…

La vergognosa “gaffe” ha subito fatto il giro dei social, collezionando gli hashtag più ironici e migliaia di condivisioni.

Il ministro del Sud si è arrampicato sugli specchi dicendo: «Che bisogna guardare al Sud per rilanciare lo sviluppo anche al Nord». Giustificazione peggiore dell’errore, perché per decenni ad avvantaggiarsi dei fondi per il Mezzogiorno sono state proprio aziende del Nord che poi sono sparite. La ministra dell’Istruzione, invece, ha preferito tacere: 4 in Geografia e nota sul diario da far firmare a Mattarella.

Quanto a Conte che dire? Forse adesso ci è chiaro perché non si è mai fatto vedere durante la campagna elettorale in Calabria… forse pensava che Catanzaro fosse appena sopra ad Oslo.

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