Smartphone e terza età, difficoltà e vantaggi

Le nuove tecnologie sono sempre più complesse e difficili da capire per un anziano che, tuttavia, può trovare applicazioni interessanti e molto utili alla sua portata

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Nelle diverse circostanze di relazione personale e di lavoro, posso testimoniare una crescente richiesta di aiuto da parte di persone anziane che hanno difficoltà nel gestire il loro rapporto con lo smarthphone (più genericamente con i device digitali). Spesso gli anziani sono costretti a rassegnarsi rinunciando alle App, alle innovazioni e alle diverse “diavolerie” tecnologiche utilizzando solo lo strumento classico del telefono e, al massimo, quello della messaggeria.

L’invecchiamento della popolazione italiana e la sfida alla longevità (con una popolazione sempre anziana che oggi raggiunge il 59%), unitamente al crescente sviluppo dei mezzi tecnologici digitali e al loro sempre più necessario utilizzo, sono una delle maggiori sfide della società moderna.

Il progredire sempre più veloce delle tecnologie digitali esclude e isola tutte quelle persone che non possiedono, il tempo, la voglia, le capacità o le competenze necessarie per rimanere al passo con l’evoluzione dei mezzi. Spesso poi l’anziano, staccato ormai dal mondo del lavoro e da quotidiano interscambio di “consigli”, non ha più nemmeno la possibilità di comprendere e apprendere le novità.

Non è sempre una questione neurodegenerativa

A una certa età, che varia da individuo a individuo ma, generalmente, quando si superano i 65 anni, la trasmissione degli impulsi elettrici tra cervello e periferie e, nello specifico, l’uso delle dita subisce un naturale processo di rallentamento. I riflessi sono meno rapidi e anche la capacità di apprendimento subisce delle curve di flessione, senza per questo dover pensare a delle psicopatologie neurologiche degenerative.

È soprattutto la “saccenza ottusa” e ripetitiva dell’anziano che si rifiuta e si ostina nell’opporsi ad acquisire nuove modalità – che sono necessarie con l’evoluzione delle tecnologie.

Alle prime difficoltà di apprendimento d’uso di un nuovo strumento o di una nuova App per smartphone, emerge la non elasticità adattiva a recepire le nuove informazioni e le nuove gestualità necessarie.
L’anziano erige un muro denigratorio nei confronti dello strumento in oggetto, lo demonizza, lo reputa insidioso e pericoloso; una fonte di trabocchetti, studiati per farti pagare chi sa quanti soldi. A questo punto si può sfociare nel versante paranoico, sospettoso e diffidente, per cui l’anzianmo teme sempre una truffa studiata apposta per lui.

Unitre contro il “digital device”

Secondo i dati rilasciati dal Censis, relativi all’anno 2017, il 69% della popolazione con almeno 65 anni di età possiede ancora un dispositivo telefonico classico, anche se già il 27,9% della fascia di età tra 65 e 80 anni è passato alle nuove tecnologie e utilizza uno smartphone (percentuale in forte crescita).

A rispondere alle difficoltà che abbiamo indicato prima, vi sono sull’intero territorio italiano le sedi delle Unitre, le libere Università della Terza Età, che da alcuni anni cercano di ovviare in modo pratico alle complesse necessità emergenti nell’uso delle tecnologie da arte degli anziani.

Vi sono corsi per l’uso dei PC, dei tablet e anche, ovviamente, degli smartphone!

Gli insegnati Unitre segnalano che l’anziano è molto strutturato e legato all’uso classico del telefono, per esempio l’uso dei tasti rimane un ancoraggio ipnotico fondamentale e di difficile modificazione. Dunque, traghettare l’anziano verso l’uso del touch è la prima difficile impresa, perché le dita sono più rigAide e meno sensibili. A questo si aggiungono spesso difficoltà visive e uditive.

Veramente utili per l’anziano?

Oggi si può compensare parte di queste difficoltà con gli apparecchi dotati di comando vocale, con i quali – se bene impostati – diventa possibile non solo inviare e ricevere le classiche telefonate (sempre care all’anziano) ma anche inviare messaggi.

Si può anche localizzare e ritrovare lo smarthphone dimenticato per distrazione chissà dove (se non è molto lontano). Inoltre, il display volendo è sempre più grande e con buona luminosità. Infine: ci sono applicativi di uso facile per chiamare parenti e amici; la fotocamera che permette di scattare foto (a volte in modo compulsivo) che poi si cerca di mandare ai nipoti.

Da non sottovalutare, inoltre, l’integrazione con applicativi che permettono di tenere sotto controllo la salute: pressione, battiti cardiaci, curva del sonno, alimentazione, passi compiuti, calorie consumate… che ricordano quando prendere le pillole e molto altro.

Tutto ciò è indubbiamente utile e, a volte, confortante per gli anziani oltre che offrire una sicurezza per figli e nipoti sempre meno presente, ma sempre più contattabili.

 

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