Se lo smarthphone diventa la nuova “Tv dei ragazzi”

Gli adolescenti trovano sul mobile un’offerta infinita e di facile fruizione di film e telefilm: non senza rischi...

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Fino agli anni 70 del secolo scorso, nel mese di settembre, durante le vacanze scolastiche, vi era un evento televisivo unico: mamma Rai, mandava in onda un film (allora solo in bianco e nero) nelle ore del mattino! Era proprio un evento raro, infatti la programmazione Tv del tempo consentiva solitamente di vedere uno o due film alla settimana e sempre solo alla sera, dopo il Carosello pubblicitario (ma almeno senza interruzioni pubblicitarie).

Con l’avvento delle Tv libere i film, vecchi e nuovi, incominciarono a essere programmati a tutte le ore del giorno e persino ogni notte: una vera carrellata no stop. Poi sono arrivati gli smarthphone e, oggi, ogni persona ha veramente tutto a portata di mano, compresa la scelta di film in streaming o con la possibilità di scaricare sul proprio mobile il film da voi scelto e poterlo vedere e rivedere a piacimento in qualsiasi momento.

Oggi sono sempre di più le persone che preferiscono guardare un film in modo autonomo sul proprio smartphone o sul display del tablet, piuttosto che in Tv. I giovanissimi poi, sembra proprio che abbiano abbandonato lo strumento televisivo.

A sostenerlo è una recente indagine condotta su un campione di 1550 teenager da Skuola.net per conto della Polizia di stato e con la partecipazione del Garante per l’infanzia, al fine di sensibilizzare e prevenire i rischi dei social network. Secondo quanto emerge dall’analisi, grazie alla maggiore disponibilità di connessione, i più giovani tendono a utilizzare maggiormente gli strumenti di video-sharing. A farlo è il 65% degli interpellati, mentre il 10% circa lo fa con frequenza quotidiana. Molto alto è anche il numero di coloro che affermano di utilizzare App o servizi streaming per vedere film online, circa 3 su 4, mentre un teenager su 3 ha dichiarato di optare anche per servizi a pagamento per poter godere della visione di un film nuovo.

Dai dati segnalati da comscore.com sulla navigazione online, gli italiani che vedono film da smarthphone sono il 62% della popolazione, mentre solo il 5% degli utenti accedono dal tablet.

Ritornano le “telenovele”?

Il fenomeno “emergente” che appassiona i giovanissimi sono i telefilm a puntate! Terminato il monopolio delle massaie che guardavano le telenovelas per mitigare la frustrazione di essere recluse tra le pareti domestiche… oggi sono i ragazzini e le ragazzine ad appassionarsi alle serie tv.

Per certi versi queste programmazioni sono delle autentiche psicoterapie per imago, efficaci perché attivano il dovuto coinvolgimento di empatia e favoriscono la possibilità di vivere ritualmente la vita degli altri, partecipando in una sorta d’ipnosi proiettiva autoindotta dall’eccesso di attenzione per le sequenze del film e, soprattutto, per la passionalità di coinvolgimento con le vicende narrate.

Nutrire l’immaginario guardando le storie altrui

I ragazzi nutrono l’immaginario mentale arricchendosi di storie vissute da altri come pattern, cioè modelli di stili di vita alternativi, attraverso la visione assidua di telefilms e serie Tv. Lo fanno sempre meno davanit all’apparecchio e sempre più tramite apposite App sia gratuite che a pagamento.

Come sempre, l’eccesso è dietro l’angolo, con le sue insidie alla salute mentale dei più giovani. Spesso, infatti, i ritmi di visione sono addirittura compulsivi e si va ben oltre la visione di una puntata al giorno, come si faceva un tempo seguendo il ritmo narrativo della produzione e lasciando quindi anche pause di attesa, di comprensione, di elaborazione. Alcuni giovani, ormai, consumano puntate per varie ore al giorno.

Anche per i contenuti non mancano allarmi per la presenza sulle piattaforme come Netflix di serial dai toni horror come Breaking Bad, dove risalta la drammaticità del protagonista, professore di chimica ammalato grave, che decide di diventare socio in affari con uno spacciatore, per non far mancare nulla ai suoi familiari alla sua morte.

O, peggio, Lucifer, ovvero Lucifero che nel telefilm decide di riapparire sula Terra e intersecare vicende ad alta intensità dinamica con gli umani, anche in questa saga non vengono meno seduzioni e innamoramenti, altrimenti che diavolo sarebbe! Non mancano telefilm di fantascienza come la sitcom dal titolo Big Bang Theory dove giovani scienziati nerd sovrappongono la ricerca scientifica e storie di sesso demenziali e dove, tra l’altro, si procede a cicli di stagioni più che a puntate!

Proprio questa bulimia narrativa è un rischio, con giovani utenti che, tra l’ingordigia e la patologia, pur di vedere il finale riescono a seguire in un solo giorno una serie completa di 10 e più telefilm a puntate.

È evidente che oltre 5 ore consecutive di visione hanno l’effetto di narcotizzare la mente e di mandare in “overdose da telefilm”. Rimane anche una curiosa incognita, per la quale ci si chiede: ma dove saranno mai i loro genitori?

== Il dottor Angelo Musso è psicologo e psicoterapeuta a Torino. Incaricato di Psicodiagnostica e Psicoterapia presso la S.S. di Psicologia e Psicopatologia dello Sviluppo dell’ASLCN1.

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