La sinistra e la “sindrome di Tafazzi”

Errori strategici e autolesionismo alla base di una strategia politica basata esclusivamente sull’inganno e la scarsa considerazione degli elettori

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Dario Franceschini: «Confido nella vittoria di Bonaccini, ma se anche perdessimo non vedo rischi per il governo». Giuseppi Conte «Non vedo rischi per il governo da un’eventuale vittoria della Lega e del centrodestra in Emilia». Nicola Zingaretti: «Se anche perdiamo, il governo tiene».

Se tre indizi fanno una prova significa che qualche strano messaggio emerge dai sondaggi tenuti segreti in questi ultimi giorni. Anche se la “prova regina” l’ha offerta il capo-sardina Mattia Santoni, aLa7 con Giovanni Floris, spiegando bene qual è la sua idea di democrazia: «in un paese normale in Emilia-Romagna non servirebbero neppure le elezioni per confermare il governatore uscente… perché bastava presentare i fatti… adesso il paradosso è che i fatti non bastano più».

Cosa potrebbe aver fatto pendere improvvisamente la bilancia verso il centrodestra? I commentatori sembrano identificarlo nel “pasticciaccio brutto” del caso Gregoretti. Ovvero la figuraccia di voler far processare Salvini per la vicenda ma di non presentarsi alla Giunta del Senato per votare a favore dell’autorizzazione, offrendo così alla Lega l’occasione di “dettare l’agenda”, scegliendo di votare lei per il processo. Vittoria 2 a 0; primo gol Salvini “capitano coraggioso” solo contro tutti, secondo gol Salvini vittima del giustizialismo della sinistra.

Anche il Resto del Carlino definisce un “autogol” (per rimanere in termini calcistici) il comportamento del Pd e persino Repubblica con Stefano Folli critica «l’autolesionismo della tattica dem» in un articolo emblematicamente titolato: “Se il Pd si fa male da solo” in cui ricorda che il palcoscenico («compreso di assi, quinte, sipario e persino buca del suggeritore») a Salvini glielo ha fornito la maggioranza.

Insomma qualche cosa non ha funzionato nella “strategia dell’inganno” studiata dal Pd per non perdere l’Emilia-Romagna. L’inganno (ovvero «il modo di indurre qualcuno in errore» secondo la definizione del vocabolario Treccani) ordito per indurre gli elettori a votare Bonaccini è iniziato con i famosi manifesti verde-Lega senza simbolo del Pd… senza nemmeno un puntino di colore rosso; a voler far credere di essere un candidato “civico”.

Un inganno sono pure le Sardine, che si presentano anche loro senza simboli in piazza, ma attaccano solo Salvini e il centrodestra. Un’operazione già vista (si pensi ai girotondi o al popolo viola) ma raffinata, studiata da una vecchia volpe come Prodi per rianimare la sinistra portandola in piazza e per convogliare il generico antisalvinismo (anche dei 5 Stelle e dell’estrema sinistra) sul candidato del Pd.

Comportamenti che (esattamente come le parole rivelatrici di Mattia Santoni) lasciano intendere la considerazione che la sinistra ha per gli elettori, che vengono trattati come «qualcosa di simile a un popolo bue, una massa cioè di individui ottusi privi di capacità critiche e facilmente influenzabili». Lo ha scritto qualche giorno fa Antonio Padellaro sul Fatto Quotidiano.

Per Padellaro «profuma d’idiozia questa storia dell’elettore con l’anello al naso che sbarra la scheda elettorale in base all’ultima trovata agit-prop» e «soltanto l’ignoranza crassa di certi leader impedisce loro di rendersi conto che il corpo elettorale non ha bisogno di imbonitori per farsi un’idea dei valori in campo, e di scegliere di conseguenza».
Eppure, Padellaro e Il Fatto Quotidiano non sempre stati schierati a sinistra. Infatti, l’articolo prosegue attaccando Salvini per il comizio conclusivo a Bibbiano e accusandolo di voler «scaricare sul Pd di Stefano Bonaccini lo scandalo dei “bambini rubati”».

Padellaro però, è rimasto un po’ indietro, in quanto ormai la questione Bibbiano si sta evolvendo, per cui Salvini (come ha fatto la Meloni, che è stata a Bibbiano l’altro giorno) attacca il Pd non solo per aver difeso il sindaco ma, soprattutto, perché il partito di Zingaretti ritiene che il sistema sia “sano” e non vuole cambiare le leggi per impedire che altri bambini e altre famiglie subiscano quanto accaduto a Bibbiano. Il Pd ha rallentato anche l’iter dei provvedimenti in Parlamento e non fa partire la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Forteto (la comunità fiorentina sostenuta dalla sinistra, dai tempi del Pci, in cui i bambini subivano violenze) per la quale il fondatore, Rodolfo Fiesoli, è già stato condannato.

Evidentemente nel Pd sono cresciuti con l’idea che a trarre in inganno gli elettori (e magari anche il presidente della Repubblica) si riesce comunque a governare e si ostinano a non capire che le cose stanno cambiando: vedi l’elezione di Trump negli Usa, la Brexit in Gran Bretagna, confermata dalla recente vittoria di Boris Johnson, ma anche le politiche del 2018 e, ancor più, le europee del 2019.
Cambieranno anche in Emilia? Vedremo.

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