Clamorosa scoperta scientifica: le sardine sciano

Il “movimento popolare spontaneo” è praticamente scomparso nelle settimane a cavallo tra Natale ed Epifania... ma ora torneranno ben pasciute e abbronzate

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Il mondo scientifico è stato messo a rumore dalla clamorosa rivelazione degli studiosi di zoologia dell’Università “Romano Prodi” di Bologna che hanno dovuto prendere atto di un fenomeno naturale che era inimmaginabile fino all’altro ieri: le sardine vanno in montagna, sciano, brindano e fanno le vacanze.

Proprio come quasi tutti i comuni mortali (tranne qualche milione tra disoccupati, sottoccupati, cassintegrati e sfruttati vari).

Dal 22 dicembre al 6 gennaio non c’è più stata una sola manifestazione, nessuna piazza antileghista, nessun flash mob… niente! Sporadiche dichiarazioni? Neppure. Unica notizia: il brindisi di Capodanno (“Cameriere, champagne!”) del leader delle sardine, Mattia Santori, con Gianbattista Borgonzoni, sostenitore del Pd e padre della leghista Lucia, candidata governatrice per il centrodestra alle Regionali del 26 gennaio.

Intanto, quel diavolo di un Salvini non si è lasciato scappare l’occasione infilando una serie di comizi a raffica tra Bologna, Cesenatico, Modigliana, Ferrara e altri centri in pieno periodo festivo. Il tutto senza neppure una sola contro-manifestazione di sardine… Talmente euforico Salvini da annunciare l’obiettivo di «arrivare a fare quasi 200 incontri, per ascoltare, conoscere e proporre» la sua visione di governo dell’Emilia-Romagna.

I ricercatori dell’Università di Bologna hanno voluto però tranquillizzare gli italiani. Lo strano fenomeno ittico delle sardine in vacanza si sta esaurendo.

Da ieri qualcuna di loro è già tornata in attività. Anzi, abbronzata, un po’ ingrassata dalle laute libagioni, ma ritemprata nel fisico e nello spirito dalla lunga vacanza, promette battaglia per gli ultimi giorni di campagna elettorale.

Che diamine. C’è da fermare la campagna di odio messa in atto dal leader sovranista. Proprio per questo hanno delegato agli anarchici la dura fatica di assalire i gazebo leghisti a Ferrara e a Bologna, magari con l’aggiunta di qualche simpatica scritta buonista del tipo: “Salvini Boia”.

Loro, invece, si concentrano sulla “grande manifestazione” prevista a Bologna per il 19, cui seguiranno il “concertone” e la festa di chiusura per Bonaccini: “Cameriere, Champagne!”

 

 

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