/

Regionali in Calabria: transumanza preelettorale

Il possibile successo del centrodestra ha generato l’esodo di diversi esponenti della sinistra, improvvisamente “pentiti”

tempo di lettura 4 minuti

Dal nostro corrispondente.
L’avanzare della campagna elettorale calabrese in vista delle regionali del prossimo 26 gennaio, non sembra creare particolari tumulti. I toni sono ancora calmi e non troppo accesi. Anche qui i “big” di governo non si fanno vedere per non distruggere le residue speranze della sinistra. Persino le sardine sono rimaste confinate al mercato del pesce. Gli elettori quasi non sembrano avvertire la propaganda sul territorio, se non per qualche articolo scritto da testate locali.

In questa strana quiete, il centrodestra, da un lato conquista consensi e, dall’altro, fa i conti con forti malumori interni. Sciolto il nodo del candidato alla presidenza, i mal di pancia sono dovuti ai nomi di alcuni candidati delle liste che sostengono Jole Santelli, che “vantano” esperienze passate nel centrosinistra.

Il possibile successo del centrodestra ha, infatti, generato già da mesi “l’esodo” (qualcuno lo ha definito “la transumanza”) di diversi esponenti della sinistra, improvvisamente “pentiti” o folgorati come san Paolo sulla via di Damasco.

Le esternazioni più esplicite ed “esplosive” provengono da Rocco Dominici, esponente reggino della destra, che si è scagliato contro le decisioni prese da Fratelli d’Italia: «Pensavo che almeno qualcuno del nostro movimento, facesse parte di questa lista, anche io avevo dato la disponibilità alla candidatura, ma niente di niente, non vi sono tracce di sovranisti, anzi sembra quasi una succursale del Pd. Di personaggi che ancora sono in carica come consiglieri regionali o consiglieri metropolitani di sinistra o vicini alla sinistra…».

Tra questi segnaliano i nomi di 5 consiglieri regionali che, nel 2014, hanno corso per il centrosinistra. Parliamo di: Tonino Scalzo, Giuseppe Neri, Mauro D’Acri, Franco Sergio, Vincenzo Pasqua, tutti ex sostenitori del presidente Pd, Mario Oliverio. Scalzo, eletto con il Pd, è oggi candidato UDC; Neri proveniente dai Democratici Progressisti ora è in Fratelli d’Italia; D’Acri, Sergio e Pasqua hanno mantenuto fede alla linea “presidenziale”, passando però dalla lista “Oliverio Presidente” (centrosinistra) a quella “Jole Santelli Presidente” (centrodestra). Non dimentichiamo, poi, Francesco De Nisi, già presidente della provincia di Vibo Valentia e dirigente del Pd, oggi con la Casa delle Libertà.

Malumori si segnalano anche nella nuova casa della Lega, che si presenta per la prima volta alle regionali in Calabria, ma è già accreditata di buone chance di successo. Si tratta di un documento che ha come primo firmatario Claudio Falchi, già segretario della Lega di Riace, e sottoscritto da 80 militanti calabresi della Lega contro l’attuale commissario regionale del partito, Cristian Invernizzi. Questo comunicato, uscito subito dopo la presentazione delle liste, parla di una conduzione poco “democratica” da parte di Invernizzi.

A oggi la vicenda non ha avuto alcun seguito, ma pare sia in corso una guerra spietata tra l’attuale dirigenza salviniana e l’ala “sovranista” del movimento guidata dal “quasi” (in attesa di Brexit) eurodeputato Vincenzo Sofo.

Sicuramente non è una bella immagine, per un partito che corre per la prima volta alle regionali e che si presenta in tutti i sensi come “nuovo”. In generale, la condizione del centrodestra – seppur avvantaggiato nei sondaggi – non è del tutto rosea e Jole Santelli dovrà fare i conti con questi malumori interni se vuole dimostrarsi all’altezza del cambio di passo che promette a questo territorio.

Lascia un commento

Articolo precedente

16 - “Noi siamo quello che facciamo”

Prossimo articolo

1984: l'Amiga diventa un fenomeno (anche) grazie al CES

Gli ultimi articoli di Blog