Rimaniamo in contatto

Ciao, cosa stai cercando?

Italia

Alcol e droga, uso e abuso, leggi e cassazioni

Che differenza c’è tra le parole “uso” e “abuso”? Una differenza colossale che, però, non tutti i giornalisti sembrano in grado di cogliere. L’uso è, secondo il vocabolario Treccani, «il fatto di usare, di servirsi di una cosa (raramente di una persona)»; l’abuso, invece è il «cattivo uso, uso eccessivo, smodato, illegittimo di una cosa, di un’autorità». Dunque, non si può confondere l’uso con l’abuso.

Eppure, è proprio questo che avviene spesso quando si parla di alcolici e di droghe, nonostante la differenza sia sostanziale. Quante volte avete sentito dire, da parte di chi sostiene la legalizzazione delle droghe leggere: allora bisognerebbe mettere fuorilegge anche l’alcol? Una castroneria che nasconde ignoranza o malafede.

Infatti, il semplice uso di alcol non è dannoso, pericoloso diventa il suo abuso, che altera lo stato fisico e psichico di una persona. Invece, per le droghe, anche per quelle che vengono definite leggere, è dannoso pure il solo uso, in quanto da solo già altera lo stato fisico e psichico di una persona. Non a caso guidare dopo aver “usato” alcolici, nei limiti consentiti, è lecito, mentre non è consentito dopo averne “abusato”, quando viene superala la soglia limite del tasso alcolemico. Invece, guidare dopo aver “usato” sostanze stupefacenti è sempre vietato.

Questa riflessione linguistica fa da premessa a due notizie di cronaca ormai ben conosciute. La notte tra il 21 e il 22 dicembre a Roma, due ragazze di 16 anni, Gaia e Camilla mentre attraversavano Corso Francia, sono state investite e uccise da un Suv condotto da un ventenne al quale è stato riscontrato un tasso di alcool superiore al consentito e sono state rilevate anche tracce di sostanze stupefacenti nel sangue. Al ragazzo, Pietro Genovese (figlio di un noto regista… e questo ha scatenato subito la contrapposizione tra innocentisti e colpevolisti per “partito preso”) è stato contestato il reato di omicidio stradale ed è stato posto agli arresti domiciliari.

Pochi giorni dopo, il 26 dicembre è stato reso noto che le sezioni unite penali della Cassazione hanno emesso una sentenza per la quale non considerano reato il coltivare in casa la cannabis per uso personale. Così scrivono: «lo scarso numero di piante e il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale». La pronuncia ha preso le mosse dal caso di una persona che aveva fatto ricorso in Cassazione per l’annullamento di una condanna che riguardava la coltivazione di due piante di marijuana, una alta un metro e con 18 rami e l’altra alta 1,15 metri e con 20 rami.

Questa sentenza della Cassazione contrasta con le posizioni della Corte Costituzionale che si è pronunciata più volte, stabilendo che la coltivazione della cannabis costituisce sempre un reato, al di là della quantità, dall’uso che se ne può fare e dalla presenza dei cosiddetti “principi attivi”. Su quest’ultimo aspetto la Corte ha sottolineato il pericolo, sotto il profilo della salute, a cui possono andare incontro gli utilizzatori, nonché la creazione «potenziale di più occasioni di spaccio di droga».

Pubblicità. Scorrere fino a continuare la lettura.

Come ovvio la sentenza della Cassazione ha riacceso le speranze del vasto fronte degli antiproibizionisti che vanta forti appoggi nella coalizione di governo. Ora si invoca una legge per liberalizzare la marijuana (che è il cavallo di troia).

Compatti come sempre su questa linea i Tg – a partire dal Tg5 (Mediaset) fortemente schierato sul fronte della liberalizzazione al punto da mandare in onda un servizio per spiegare che bisogna tutelare “migliaia di posti di lavoro” che gravitano attorno ai negozi di cannabis. Il Tg5 è anche schierato sul fronte innocentista per l’incidente in cui hanno perso la vita le due sedicenni, fino al punto da realizzare un’inchiesta sulla “incoscienza” delle due giovani compagne di scuola del Liceo De Sanctis.

Perché le due storie vanno di pari passo? Perché abuso di alcol e uso di droghe (leggere e pesanti) vanno anche loro spesso di pari passo (e, forse, le analisi su Genovese lo confermano). Comunque le droghe, sia leggere che pesanti – così come il consumo massiccio di alcool – provocano solo danni alla salute e rischi per tutti coloro che si trovano ad avere a che fare con persone sotto il loro effetto.

Liberalizzare la vendita e il consumo di droga sarebbe, poi, solo un regalo alla criminalità che – comunque – ne controlla il mercato, la produzione e l’importazione (e i primi a sostenere questo erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino).

Chiunque vi racconti altre cose, quindi, persegue – coscientemente o meno – un disegno di eliminazione fisica dei nostri ragazzi, che diventano vittime e carnefici di loro coetanei. Le giovani generazioni vanno educate, informate e tutelate come abbiamo spiegato anche in una recente inchiesta.
Non vanno lasciate in balia di cattivi maestri, cattivi esempi, cattivi legislatori e pessimi giudici.

Avatar
Articolo di

Articoli che potrebbero interessarti

11 settembre

Il diciottesimo anniversario dell’11 settembre porta in dote molte certezze: il mandante dell’attacco, i nomi dei 19 terroristi coinvolti e, purtroppo, il numero delle...

Innovazione

Le piattaforme di social media cinesi come Weibo, WeChat e YY sono sempre monitorate dal governo ma, durante l’epidemia di coronavirus, pare che queste società abbiano bloccato...

Bibbiano

Alla fine, anche La7 si è dovuta arrendere all’evidenza dei fatti e ha riconosciuto che: «Su 8 bambini coinvolti, 4 sono tornati a casa....

Dieci domande

Dieci domande per riflettere sul presente e tentare di preconizzare il futuro del giornalismo. Sono quelle su cui, insieme a Guido Giraudo, abbiamo ragionato...

Vorremmo avvisarti quando pubblichiamo nuovi articoli!