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Fazio incassa, confonde le carte e vuol passare per “vittima”

Adesso il milionario Fabio Fazio cerca pure di passare per vittima. Proprio lui, che ha ottenuto un contratto da favola dall’Ente pubblico in barba alla crisi, al debito pubblico, ai cittadini costretti a pagare il canone (quando non riescono a pagare le bollette) e proprio nel momento in cui la stessa Rai tagliava i compensi dei collaboratori.

Oltretutto mister Fazio si lamenta di aver subito un “linciaggio”, mentre gioisce per la sentenza della Corte dei Conti che ha stabilito che il suo contratto non è un “danno erariale” come aveva denunciato dall’Anac di Raffaele Cantone. Una decisione che – all’inizio – stupisce, poi, leggendola meglio abbiamo capito qual è il trucco, il giochino grazie al quale Fazio è stato “assolto”.

La Corte ha, infatti, rilevato che il costo della singola puntata di “Che tempo che fa” è «risultato inferiore al 50% rispetto al costo mediamente sostenuto per i programmi di intrattenimento di Rai1 con puntate uguali o superiori a 5 (409.700 euro a fronte di circa 830.000)».

Però quello di Fazio è un talk-show. Non può essere paragonato a programmi di intrattenimento come, per esempio, “Tale o quale show” o “Ballando con le stelle”. Ecco l’abile trucco inventato da avvocati, commercialisti e consulenti vari della holding Fazio?

Che differenza c’è tra un talk-show e un programma di intrattenimento? Un talk-show si basa sulle parole (le interviste), quindi ha un costo decisamente inferiore rispetto a un varietà dove si canta, si balla, si recita. In un programma di intrattenimento spesso c’è un’orchestra, dei ballerini; c’è uno staff tecnico complesso, coach, truccatori, sarte, autori… e c’è anche bisogno di effettuare giorni e giorni di prove.

Fazio con le sue intervistine in studio a geni del politicamente corretto, non può paragonarsi agli spettacoli realizzati dai citati programmi, di Carlo Conti e Milly Carlucci.

La verità è che mister Fazio sta realizzando il talk-show più costoso della storia della tv, dato che più di 400 mila euro per ogni puntata non sono uno scherzo. Anzi, sarebbe il caso di verificare se non ci sono altre irregolarità, visto che spesso ospita personaggi che presentano il proprio libro o il proprio film, quindi dovrebbero essere a costo zero o addirittura pagare per la citazione.

Programmi come “Porta a Porta” di Bruno Vespa o “Carta Bianca” di Bianca Berlinguer hanno la stessa identica struttura e impostazione di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio ma non hanno quei costi stratosferici

C’è, poi, un altro punto della sentenza della Corte dei Conti che “grida vendetta”. Quanto parla di «una scelta discrezionale» di una società che ha «necessità di operare sul mercato». Forse dimentica che Mediaset, La7, Sky spendono i propri soldi quando stipulano contratti faraonici, mentre la Rai spende soldi pubblici (quelli su cui la Corte dovrebbe vigilare).

La Corte cita anche un parere dell’Avvocatura dello Stato secondo il quale il tetto retributivo di 240mila euro, previsto per i dirigenti pubblici «non trova applicazione in riferimento alle prestazioni di natura artistica, tra le quali rientra indubbiamente anche quella prestata da Fazio, attestata la varietà e complessità del programma in questione».  Ora, paragonare Fazio a un “artista” che fa la differenza ci sembra davvero il massimo.

Forse solo Bonolis, Pippo Baudo o Mike Bongiorno ai tempi d’oro potevano fare la differenza… ma ormai le cose non stanno più così e lo dimostrano trasmissioni che hanno cambiato conduttore senza perdere audience. Allora cosa dovrebbe guadagnare un Bruno Vespa, certo più carismatico, seguito e influente del mellifuo Fazio?

Altro che “linciaggi”, noi continuiamo a considerare il contratto milionario ottenuto da Fazio una vergogna, soprattutto in tempi di crisi e di aziende che chiudono, anche nel mondo dello spettacolo e dell’informazione. Uno schiaffo ai disoccupati, alle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese ma che devono pagare il canone.

 

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