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Le vere forze che governano l’Italia

I vecchi partiti sono morti. Ecco chi comanda davvero... anche se non li voteremo mai

tempo di lettura 7 minuti

Piccola premessa. Poiché altri scritti “paradossali” (o distopici, alla Orwell… ) sono stati interpretati come argomenti veri su cui discutere, qui voglio premettere che questo articolo è solo un frutto romanzato della mia fantasia, quand’anche realistico e con personaggi autentici.
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Forza Italia allo sfascio, Pd allo sbando, Movimento 5 Stelle che si sfalda… Lega e Italia Viva sotto pressione giudiziaria. In Italia i partiti che conosciamo stanno morendo. Ecco a voi, quindi, una carrellata dei nuovi partiti che si contendono o si dividono il potere in Italia.
Non è detto che arriveremo a votarli (d’altra parte, le elezioni politiche sono un optional, lo ha detto anche il direttore de l’Espresso, Marco Damilano), ma certo sono già potenti e saranno sempre più protagonisti.

MMM – IL SUPER PARTITO EUROPEO

La sigla è già stata depositata a livello europeo: sta per Macron, Merckel, Masonry (in Italia diventa Mattarella, Monti, Massoneria). Questo è il partito più importante, quello che guida davvero la politica economica, finanziaria, estera e, di conseguenza, interna di molti Paesi colonizzati dall’UE. Il referente nel governo è Roberto Gualtieri (formalmente ministro del Tesoro) agli ordini diretti della Triade e della direttrice del FMI (e ora anche della Banca Europea) Christine Lagarde.

Il partito, dal giugno scorso, ha tesserato anche Giuseppe Conte, promettendogli mari (e Monti) per far fuori Salvini. Come era già accaduto, nel 2010, quando la terza M promise di tutto a Gianfranco Fini per far cadere Berlusconi e, poi, insediare la seconda M italiana (Monti, appunto) alla guida del Paese.

Ora c’è Conte nel ruolo di Giuda-Fini e la vicenda del Fondo Salva Stati ne è un esempio. L’insipida, e peraltro neppure definitiva, manovra finanziaria è “passata” a Bruxelles grazie all’intervento del MMM. In cambio, però, Conte ha firmato ciò che non poteva e Gualtieri – ora che è stato scoperto – lo tiene per l’orecchio e lo costringerà a mantenere la promessa rovinando definitivamente il nostro Paese e aprendo le porte al commissariamento dalla Troika (Commissione Europea, BCE e FMI) e della Triade (MMM). Se Conte dovesse sgarrare o cadere, c’è sempre pronto a prendere il suo posto Carlo Cottarelli (uomo fedele alla prima M italiana, Mattarella); mentre la M di Mario Draghi si riposa in attesa di sostituire quella dell’attuale presidente della Repubblica, nel 2022 (salvo imprevisti).

GP – I FORTI DI CASA NOSTRA

Dopo questo partito, che è quello dei “poteri fortissimi” europei; l’altro che sta crescendo è GP: Garanzie e Privilegi. Fondato sul sacro connubio, cementatosi nella scorsa legislatura, tra Confindustria e sindacati, tra Moccia e Landini.

Argomento forte: il taglio del cuneo fiscale, che comporta meno tasse alle grandi aziende e qualche soldo in più a chi lo stipendio (con mutua, tredicesima, ferie, pensione e ammortizzatori sociali) lo ha già… magari anche basso, ma ce l’ha.

Privilegiati, rispetto a piccoli imprenditori, autonomi, professionisti, commercianti; e Garantiti, rispetto alla gran massa di giovani precari, disoccupati, sottoccupati o sfruttati.

Altro argomento forte di questo partito, “le super-pensioni non si toccano”. D’altra parte, il 70% degli iscritti al sindacato è oggi composto da pensionati e, tra questi, la maggioranza percepisce una pensione retributiva e non contributiva (quindi prende più di quello che è stato versato). Moltissimi, poi, sono andati in prepensionamento (anche a 45 anni) grazie a scivoli, agevolazioni, contratti particolari. Sono, a tutti gli effetti, dei Privilegiati anche loro, rispetto a quanti la pensione non la vedranno mai (ovvero la stragrande maggioranza degli under 30).

In questa fascia di Garantiti rientra anche chi percepisce pensioni d’oro e vitalizi: politici, magistrati e gran commis della finanza. Anche loro guai a toccarli. Invece, si può demolire (questione di poco ormai) “Quota 100” e tornare alla Fornero, magari pure inasprita.
Che i non Garantiti crepino, prima di intaccare i Privilegi esistenti.

PMI – ECCO CHI  “DETTA LEGGE”

Tecnicamente sarà anche un partito piccolo, ma è estremamente potente, al punto di influenzare e, sostanzialmente, governare (nel senso reale del termine) tutta la vita politica, economica, imprenditoriale e sociale del Paese. Si chiama PMI e sta (ufficialmente) per Partito della Magistratura Indipendente. In realtà la “I” va letta come Influente, per i motivi di cui sopra.

Ha una struttura molto complessa e non è facile (per noi comuni mortali) capire chi lo dirige, anche perché ha legami trasversali con gli altri due. Per esempio, il presidente (solo formale) del PMI è, anche, una delle 3 M italiane (Mattarella), mentre per i capi di GP è prevista una sostanziale immunità, in cambio delle Garanzie di cui sopra.

Chi letteralmente “detta legge”, sia nel partito, sia in Italia, sono le Procure, quindi i loro capi e, su tutti, Francesco Greco a capo della Super Procura di Milano.

Sono le Procure che tengono aperti fascicoli praticamente su tutti i partiti politici ancora esistenti e sui loro leader (familiari, amici, consiglieri, deputati, ministri… fondazioni, finanziatori, ecc.). Si tratta di inchieste che non si concludono mai, perché servono solo per essere tirate fuori quando la situazione politica o preelettorale lo richiede.

È il PMI che surroga le mansioni politiche che un tempo erano del Governo e del Parlamento. Su tutti vale l’esempio dell’ILVA, la cui situazione si è sbloccata appena si è mossa pesantemente la Procura di Milano.
È il PMI che deciderà se e chi potrà rilevare Alitalia, se e chi avrà le concessioni autostradali, se e quante (e quali) navi delle ONG hanno libero accesso ai nostri porti. Se, quanti e quali ministri andranno inquisiti.

Lo storico motto di questo movimento (nemico dichiarato del potere legislativo e di quello esecutivo) è “le leggi non si applicano, si interpretano”.

In tutto questo, come è chiaro, i comuni mortali, i cittadini, i contribuenti non hanno alcun peso. Ecco perché le elezioni politiche non si fanno. Perché non servono. Chi governa “davvero” c’è già, ha ragione Damilano.

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