Operazioni d'imbarco sulla Ocean Viking di "naufraghi salvati in condizioni critiche"

Immigrazione: tra menzogne e bufale il traffico è ripreso

Le Ong e i trafficanti di esseri umani hanno capito di poter dare una “spallata” ai decreti sicurezza, con la complicità di...

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Se la questione immigrazione non fosse terribilmente seria e tragica, talvolta ci sarebbe persino da ridere per situazioni degne delle classiche vignette satiriche. Il governo rosso-giallo – con la complicità dei soliti media nazionali allineati – è, infatti, riuscito a “congelare” il tema immigrazione e gli sbarchi per tutto il periodo finale della campagna elettorale in Umbria. Per poi fare le sue “manovre” subito dopo.

Se ci avete fatto caso, nelle settimane che hanno preceduto il voto sembrava non ci fossero più arrivi di migranti, “merito” del governo e dei media che sono riusciti a rendere “fantasma” le navi delle Ong in paziente attesa, a zonzo per il Mediterraneo. Una volta finita la campagna elettorale, però, le navi “pellegrine” si sono fatte sentire e sono venute tutte qui a depositare il loro carico umano.

Emblematica la vicenda dell’Ocean Viking, la nave di Sos Mediterranee e Medici senza Frontiere che il 18 ottobre ha prelevato 104 persone a 50 miglia dalla Libia. Quindi, ha inviato richieste qui e là chiedendo un porto. Richieste cadute nel silenzio… fino alla fine della campagna elettorale.

Proprio come fosse uno sketch satirico: Capitano “allora, hanno votato?” Guardia costiera: “Sì, ieri sera”. Capitano: “Bene. Allora adesso chiamo”… “SOS… Dovete farci sbarcare… Dateci un porto”.

Purtroppo, però, non è una barzelletta. Infatti, proprio lunedì 28 ottobre mattina, alle 7.43 (quando i politici e i commentatori erano ancora rintronati dai clamorosi risultati elettorali), l’agenzia Ansa dirama la seguente nota: «Migranti: Ocean Viking 10 giorni in mare, ‘Ue consenta sbarco’. Appello Ong a leader Europa, situazione inaccettabile e inutile». Insomma, se ne erano rimasti 10 giorni in paziente attesa e ora… Aggiunge l’Ansa: «La Ocean Viking ha chiesto più volte un porto di sbarco all’Italia e a Malta senza ricevere risposta, mentre alla Libia, che ha offerto il porto di Tripoli, ha ribadito che non riporterà mai indietro le persone soccorse».

Così il governo spalanca il porto di Pozzallo dove, all’alba del 30, la Ocean Viking scarica i suoi 107 passeggeri tenuti in ostaggio fino ad allora.

GLI SBARCHI “PROGRAMMATI”

In mare, però, non c’è solo l’Ocean Viking. Se in estate si potevano ancora effettuare molti viaggi organizzati direttamente dai trafficanti (quelli che la stampa chiama “fantasma” ma che, come abbiamo già dimostrato, sono anch’essi autorizzati dalle Autorità italiane), con l’avvicinarsi dell’inverno bisogna riprendere il servizio di traghetti delle Ong. Servizio coordinato e organizzato dal centralino di Alarm Phone, “stupefacente” e super organizzata centrale operativa internazionale, su cui sarebbe interessante condurre una seria inchiesta.

Alla “chiamata” di Alarm Phone ha risposto anche la Alan Kurdi, dell’Ong tedesca Sea Eye, raccogliendo 90 migranti, sabato 26, che ha poi comodamente sbarcato ieri a Taranto. Intanto, per far credere che gli “accordi di Malta” sull’alternanza dei porti funzionano, la Open Arms, però con solo 15 migranti…, è stata indirizzata a Malta che, dopo qualche reticenza, li ha fatti scendere.

Un altro carico è arrivato ieri. Questa volta addirittura è stata utilizzata una nave mercantile, la Asso Trenta, di proprietà della società Augusta Offshore di Napoli. Ancora non si sa bene se affittata all’uopo o casualmente coinvolta, fatto sta che Alarm Phone le ha ingiunto di raccogliere ben 200 persone che ha portato… ovviamente nei “porti aperti” italiani: a Pozzallo, la nuova Lampedusa. Insomma, un via-vai ben organizzato.

LA GUERRA DEI NUMERI

Mentre è sotto gli occhi di tutti che questo governo ha, sostanzialmente, riattivato la tratta dei migranti che Salvini era riuscito a interrompere, la prefetto-ministra, Luciana Lamorgese, convoca i giornalisti asserviti per “tranquillizzare” gli italiani. «Non siamo di fronte ad alcuna invasione» afferma decisa la Lamorgese: «Gli sbarchi quest’anno sono calati. Nel 2019 gli arrivi sono stati circa 9.600 rispetto ai 22mila di tutto il 2018».

Una dichiarazione che è un involontario riconoscimento dell’operato di Salvini, visto che gli arrivi, nei 7 mesi tra il primo gennaio e il primo agosto sono stati poche decine al mese, mentre nei 3 mesi di governo rosso-giallo sono già molte centinaia. Anche la Lamorgese, inoltre, riconosce che, a settembre, c’è stato un aumento degli arrivi, però «riconducibile soprattutto all’aumento degli sbarchi autonomi». Guai a parlare del traffico organizzato dalle Ong.

Facile e persino scontata la replica di Salvini: «Il ministro dimostra di non conoscere nemmeno i dati ufficiali affermando che gli sbarchi sono aumentati solo a settembre: sono invece cresciuti sia a settembre (2.498 contro i 947 del 2018) che a ottobre (2.015 contro i 1.007 di un anno fa), ovvero da quando c’è lei».

Nonostante l’evidenza delle cifre il coro dei media “buonisti” e di unanime insulto verso l’ex ministro leghista: “Luciana Lamorgese smaschera le bugie di Salvini” (nextquotidiano), “La propaganda di Salvini smontata punto per punto” (medium.com), “Tutte le volte che Salvini ha mentito” (wired), “Migranti e le bugie di Salvini” (tp24).

LA SICUREZZA SECONDO PD

Tuttavia è lo stesso segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che ci svela cosa bolle in pentola. «Dopo le bugie sui flussi migratori svelate oggi dal ministro Lamorgese – scrive Zingaretti in un post – quello di oggi è l’inizio di un nuovo tormentone. La sicurezza la pretendiamo noi del Pd e per fortuna in Italia c’è un nuovo ministro dell’Interno».

Quindi: «il Partito democratico annuncia che nei prossimi giorni chiederà il rinvio o la modifica dei decreti sicurezza, così come stabilito nel programma di governo».

Intanto, però, si profila la spinosa questione degli accordi con la Libia, siglati da un ministro del Pd (Minniti), che le Ong e tutti i beneficiati dal business dell’immigrazione (dal papa, alle coop rosse) vorrebbero abolire.
Di questo e della bufala dei “ricollocamenti” come di quella dell’aumento dei rimpatri, parleremo in altri articoli.

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