Il “Mondo Nuovo” di Huxley è un incubo

Il racconto di un mondo futuro, bello, ordinato, pulito; nuovo, appunto... Terrificante ma drammaticamente attuale

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In un’epoca post-fordiana, nella quale la società misura il tempo a partire dal grande imprenditore americano, di umano è rimasto ben poco. Tutto è gestito da macchine e organizzazioni per creare una civiltà perfetta, funzionale, per questo divisa in caste dove ogni essere umano è predestinato alla propria funzione dagli epsilon fino agli alpha plus. Tutti rigorosamente in ordine dal più piccolo al più grande, dal più stupido, al più intelligente, in modo tale da rendere chiara la supremazia di una casta sull’altra.

Ford, come Freud. Così funzionali alla riuscita della nuova dottrina che, ala fine, propongono la stessa cosa: semplificare è meglio: evita di porsi problemi. Per tutto quello che non va, c’è una potente droga che spedisce tutti in una vacanza cerebrale, non lascia segni, ma divora il tempo che resta da vivere, accorciando la vita.

Le emozioni sono sentimenti orribili, disprezzabili, da evitare con tutte le capacità e la tecnologia, fortunatamente, è venuta in aiuto di un genere umano debole in quanto capace di provare emozioni: dall’innamoramento all’attesa del piacere, arrivando fino all’amore di una madre per i propri figli. Non esiste più alcuna religione né filosofia, uomini e donne sono spinti verso la promiscuità ma senza alcuna procreazione: è una società duale e antitetica. «Ognuno appartiene a tutti gli altri».

Così, Aldous Huxley, autore di questo inquietante “Brave New World”, ipotizza bambini generati artificialmente dagli stessi geni, bambini che non vengono partoriti, ma “travasati”: tutti uguali, tutti gemelli.

Quella raccontata è una società dedita al consumismo, nel vero senso della parola. Senza cultura, né passato, senza monumenti, libri, filosofie o religioni. Ciò che resta all’essere umano è il desiderio di avere, di possedere cose, naturalmente nuove; di farsi vedere, più che di essere.

«Preferisco essere me stesso, me stesso e antipatico. Non qualcun altro, per quanto allegro» dice il personaggio, inizialmente sovversivo, di Bernard Marx che, addirittura, osa difendere la propria privacy. Però, alla prima occasione cercherà di essere come gli altri e apparire importante per la stessa società che tanto denigra, ma di cui fa inesorabilmente parte.

Per smuovere la situazione sarà necessario l’arrivo di un “selvaggio”, abitante delle riserve, non civilizzato. I selvaggi vivono mischiando credenze, superstizioni e religioni, ancora si sposano, scelgono di condividere con un’unica persona la loro vita, realizzando famiglie.
Lui, figlio di una madre e un padre, che conosce Shakespeare, letto attraverso un libro antichissimo, miracolosamente sopravvissuto ai secoli di Ford, risulterà sconveniente per il Mondo Nuovo, così civile e, quindi, distaccato. Insegnerà a chi lo incontra come «rientrare nel presente, nella realtà; il presente tremendo, la realtà spaventosa, ma sublimi, significativi, disperatamente importanti proprio a causa dell’imminenza di ciò che li rendeva tanto terribili».

Tuttavia, la società perfetta non viene smossa. «Perché il nostro mondo non è il mondo di Otello. Non si possono fare delle macchine senza acciaio, e non si possono fare delle tragedie senza instabilità sociale. Adesso il mondo è stabile. La gente è felice; ottiene ciò che vuole, e non vuole mai ciò che non può ottenere. Sta bene; è al sicuro; non è mai malata; non ha paura della morte; è serenamente ignorante della passione e della vecchiaia; non è ingombrata né da padri né da madri; non ha spose, figli o amanti che procurino loro emozioni violente; è condizionata in tal modo che praticamente non può fare a meno di comportarsi come si deve».

Perché l’instabilità provoca sì grande arte ed emozioni che, però, il Mondo Nuovo ha sacrificato sull’altare della stabilità emotivo-politica e dell’utilità.

Attenzione, se chiudiamo gli occhi potremmo confonderci, solo per un attimo, potremmo forse pensare che a questa società ci siamo già arrivati, o quasi, basta non porsi domande, basta rimanere al proprio posto, perfetti, immobili. Stabili.

Aldous Huxley, Il Mondo Nuovo, Ritorno al Mondo Nuovo
Mondadori;  359 pagine 14 euro

 

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