«Grazie Giuseppi… però basta balle»

Fox News smentisce clamorosamente le dichiarazioni del premier italiano

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Come si fa disinformazione? Un emblematico esempio lo ha fornito proprio il nostro presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa dopo la sua audizione davanti al Copasir in merito al filone italiano del Russiagate. Dopo affermazioni molto generiche e “rassicuranti” ha intenzionalmente deviato l’attenzione su un argomento che non c’entra proprio niente con l’audizione, ovvero i rapporti tra Salvini e la Russia.

Una vicenda, quest’ultima che, stupidamente, i media italiani hanno chiamato “Russiagate” (come quello americano) con cui non ha alcun punto di contatto. “Casualmente” però, proprio nei giorni precedenti l’audizione, il caso dei rapporti tra il leghista Savoini e gli affaristi russi era tornato alla ribalta grazie a ben due trasmissioni di altrettante emittenti “schierate”: La7 e Rai tre. La vicinanza di queste trasmissioni con le elezioni in Umbria era puramente fortuita, ne siamo certi!

Intanto Giuseppe Conte ne ha approfittato, ben supportato da cronisti proni e giornali di potere, cercando di deviare l’attenzione e confondere le acque. Tanto sempre di Russia e di Putin si parla. O no?

Emblematici i titoli di apertura dei giornali di giovedì: Corriere della Sera: “Copasir, Conte attacca Salvini”. Il Messaggero: “Russiagate, Conte accusa Salvini”. Il Manifesto: “Russiagate. Conte: «Io corretto, Salvini invece tace». Repubblica “Salvini, rispondi su Mosca”.

A questo punto sarebbe lecito chiedere agli italiani cos’è il Russiagate? Il caso montato dai democratici Usa con l’accusa di interferenze russe a favore di Trump sulle elezioni presidenziali americane, oppure il caso Savoini? Naturalmente la risposta giusta è la prima, però giustifichiamo i secondi, vittime della disinformazione di Conte e dei media mainstream.

Eppure, proprio ieri, ci sono state importanti rivelazioni provenienti dagli Usa che smentiscono clamorosamente Conte (ne troverete solo tracce marginali sui giornali di oggi, siamo pronti a scommetterci).

Allora cerchiamo di capire di cosa si sta parlando. Cos’è il filone italiano del Russiagate? Quello per cui Conte è stato ascoltato dal Copasir e smentito da Fox News?
Russiagate, come detto, è l’inchiesta voluta dai democratici americani contro Trump, accusato di essere stato aiutato dai russi a vincere le elezioni nel 2016. Nel “filone italiano” si inserisce, invece, la “controinchiesta” voluta da Trump per dimostrare che tutto lo scandalo altro non era se non un complotto ordito dall’amministrazione Obama, coinvolgendo esponenti del “deep State” Usa (funzionari e 007) e apparati di Paesi occidentali (come Italia, Inghilterra e Australia).

Elemento chiave di questo complotto sarebbe stato Joseph Mifsud, il docente maltese accreditato presso la Link Campus University di Roma, di cui si sono perse le tracce da un anno e mezzo. Sarebbe stato lui, nel 2016 – in piena campagna presidenziale Usa – a passare a un consulente dell’allora candidato Donald Trump, George Papadopoulos, la “polpetta avvelenata” delle email di Hillary Clinton in mano ai russi. Tutto ciò al fine di incastrarlo con l’accusa di essersi alleato con Mosca pur di sconfiggere la rivale.

In questa contro-inchiesta, voluta da Trump, vanno inquadrati i due incontri avvenuti a Roma – uno a Ferragosto e l’altro il 27 settembre (in piena crisi politica, per intenderci) – tra il ministro della giustizia statunitense, William Barr e il procuratore speciale, John Durham, con i vertici dei nostri servizi d’intelligence. Al primo incontro partecipò solo il direttore del Dis, Gennaro Vecchione; mentre al secondo parteciparono anche i direttori di Aise e Aisi: Luciano Carta e Mario Parente.

Incontri “anomali”, perché solitamente i vertici dei servizi non si confrontano con politici stranieri ma, al massimo, con i loro corrispettivi. Infatti, furono autorizzati da Conte.
Perché due uomini politici? Perché Trump, non fidandosi della Cia e del Fbi, ha preferito inviare Barr, in queste visite tenute segrete persino al personale dell’ambasciata americana. Obiettivo? Conoscere i legami tra l’Italia e Joseph Mifsud, ovvero capire se il maltese era un uomo dei servizi italiani, che legami aveva con la Link University e se c’erano stati tentativi dell’intelligence americana, tra il 2016 ed il 2017, di “agganciare” i colleghi di Roma per costruire il complotto anti-Trump.

Ebbene, “mister Giuseppi Conte”, dinanzi al Copasir, ha spiegato di aver autorizzato lui quegli incontri perché: «se ci fossimo rifiutati di sederci al tavolo con loro avremmo recato danno alla nostra intelligence e ci saremmo macchiati di una grave slealtà nei confronti di un alleato storico. Il primo incontro è servito a definire il perimetro della collaborazione e chiarire le informazioni richieste. Poi c’è stato il secondo, il 27 settembre, alla presenza anche dei direttori di Aise ed Aisi. Abbiamo chiarito, alla luce delle verifiche fatte, che la nostra intelligence è estranea a questa vicenda; estraneità riconosciuta dai nostri interlocutori che non avevano elementi di segno contrario».

La ricostruzione di Conte però o è falsa o non ha convinto gli americani (peraltro neppure i membri della Commissione parlamentare).

Infatti, proprio ieri, l’emittente americana Fox News, in un servizio da Roma, ha sottolineato che l’indagine del procuratore John Durham sulle origini dell’inchiesta del Fbi «si è allargata sulla base di nuove prove scoperte durante il suo recente viaggio a Roma con il ministro della giustizia William Barr» e che ora Durham «è “molto interessato” a sentire James Clapper e John Brennan, rispettivamente direttori della National Intelligence e della Cia quanto al controverso dossier dell’ex spia britannica Christopher Steele, pagato dalla campagna di Hillary Clinton e dal partito democratico e usato per intercettare l’ex consigliere di Trump, Carter Page».

Naturalmente sono partite smentite, ma si può ben dire che Fox News (molto vicina al presidente Trump) ha clamorosamente sbugiardato Conte.
Vuoi vedere che, la prossima volta, Trump non twitterà più a favore del suo amico “Giuseppi”?

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