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Carlo Rubbia, Franco Prodi e Antonino Zichichi... tre scienziati messi all'indice

Editoriali

Fanatismo ambientale (2); il “pensiero unico” più forte della scienza

Imporre un “pensiero unico” significa che nessuno deve mettere in discussione il dogma che, nel caso del nuovo ambientalismo “gretino”, è quello della totale responsabilità dell’uomo per il cambiamento climatico in atto. Ogni giorno, a rete unificate, ci ripetono che il riscaldamento globale è dovuto alle emissioni di anidride carbonica e al mitico “effetto serra”. Questo è il “comandamento” per poter, poi, far passare tutti i business della cosiddetta green economy.

La una nuova ondata di pressioni del fanatismo ambientale, ben più forte delle precedenti è giunta dopo lo “sciopero globale” del 27 settembre e dopo il duro intervento di Greta Thunberg alle Nazioni Unite.

Il “Greta pensiero” è il nuovo dogma che si vuol imporre anche all’interno della comunità scientifica oltre che (più facilmente) nel mondo dell’informazione, come abbiamo già visto ieri. Si cercano di colpire gli scienziati “ribelli”, quelli che hanno firmato il Documento dei 500 in cui si chiedeva anche un pubblico confronto tra le diverse posizioni sul tema e, con essi, tutti gli spiriti liberi del mondo della scienza che non intendono prestarsi al gioco della menzogna.

Per loro arriva la censura, che si traduce in varie forme: dal “minimizzanre” il valore scientifico fino all’insulto vero e proprio. Anche se si tratta di personaggi come il Premio Nobel Carlo Rubbia o il professor Antonino Zichichi.

Rubbia, in qualità di senatore a vita, ne aveva parlato persino in Parlamento il 26 novembre 2014 nel corso di una riunione congiunta delle Commissioni Esteri e Ambiente di Camera e Senato.

Anche il fisico Antonino Zichichi, forse lo scienziato più noto come divulgatore, che del tema si è occupato da anni, il 30 settembre, scrive un articolo per il quotidiano Il Giornale dall’inequivocabile titolo: “Cara Greta, studia: inquinamento e clima sono cose diverse” in cui argomenta scientificamente la questione.

Una qualsiasi persona dotata di un minimo di discernimento dovrebbe pensare che “forse” questi anziani scienziati, carichi di studi, pubblicazioni e riconoscimenti a livello mondiale… “forse” (diciamo “forse”?) potrebbero saperne di più di una ragazzina di 16 anni mal consigliata.

Invece, apriti cielo! Immediatamente è partito il fuoco di sbarramento dei Guardiani del politicamente corretto con Repubblica e Il Fatto Quotidiano che si aggiungono ai vari siti “militanti” specializzati nel montare campagne di accusa. Così, si tenta di massacrare Rubbia e Zichichi rei di opporsi alla Verità assoluta del nuovo fanatismo ambientalista e progressista. Repubblica la definisce: la «fronda degli scienziati che negano la scienza», un titolo che, allo stesso tempo, fa sorridere e preoccupare e che dimostra inequivocabilmente il livello dello scontro.

Non tutti, però, si uniscono al coro dei denigratori. L’Huffington Post, giornale online diretto da Lucia Annunziata e di proprietà dello stesso gruppo di Repubblica (quindi non certo di “destra”), sull’onda delle polemiche si ricorda dell’intervista rilasciata a marzo dal geofisico Franco Prodi (di cui abbiamo parlato ieri) che metteva in dubbio il ruolo esclusivo dell’uomo nel riscaldamento globale.

Prodi non è uno qualunque, non è solo un climatologo di fama internazionale (almeno così veniva presentato da Fabio Fazio quando lo ospitava nelle prime edizioni del suo “Che tempo che fa”) ma, soprattutto, è fratello di Romano, ex predicente del Consiglio e “padre nobile” della sinistra.

Così, l’Huffington lo intervista nuovamente ottenendo, però, la stessa reazione. Il titolo “Con Greta siamo di fronte ad un abbaglio mondiale” è già chiaro; esplicito anche il richiamo al movimento giovanile che incanala «nella direzione sbagliata, cioè la lotta al riscaldamento globale, quella che è in realtà un’urgenza giusta, ovvero la salvaguardia del pianeta».

L’intervista provoca malumori tra i Guardiani; per cui un altro giornale online, Pagella politica, decide di scendere in campo provando a confutare le tesi di Franco Prodi. Peccato che lo faccia con argomenti che, in realtà, confermano i dubbi sul ruolo dell’uomo nei cambiamenti climatici.

Nei giorni successivi Prodi viene intervistato anche dal quotidiano La Verità, ma ciliegina della torta, con buona pace dei “fanatici ambientalisti”, viene ospitato persino in televisione, su La7, proprio nel giorno della mancata assegnazione del Nobel a Greta.

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La reazione allora è dura; affidata a L’Espresso, che replica con un articolo di Alessandro Gilioli dal titolo “I fasciotrash, Franco Prodi e Greta” che è un capolavoro di incoerenza perché, riconosce quanto sostenuto dagli scienziati ma, come si suol dire, la “butta in politica”.

Scrive Gilioli scrive: «In altri termini, il professor Franco Prodi è uno scienziato dubbioso che contesta il catastrofismo, ritiene che non ci siano certezze sulle proporzioni delle cause del riscaldamento globale (pur senza mettere in discussione almeno una parte di causa umana), e comunque considera positivo il fatto che un’intera generazione – con tutti i suoi possibili errori – metta l’ambiente e la terra al centro del proprio attivismo… Il quotidiano fasciotrash ha quindi fatto un buco nell’acqua, Franco Prodi non è dei loro… Ritentino la prossima volta».

Purtroppo, siamo solo agli inizi di una battaglia che si profila lunga, noiosa e ossessiva e che contrappone l’idiozia conformista dei media di regime alla tenue ma coerente voce degli scienziati.
Per mettere a tacere questi ultimi e i pochi che li ospitano, non c’è che da evocare il “negazionismo” e la censura per legge.
Ma di questo ci occuperemo nella prossima puntata.

(2- continua)

 

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