Immigrazione (1): silenzi, fake news e verità scomode

Speculazione politica e business sulla pelle dei disperati e alla nostre spalle

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Sul tema dell’immigrazione Salvini e il suo governo conquistarono una popolarità che ha rasentato il 60% dei consensi. Ovvio, quindi, che questa fosse una bomba in qualche modo da disinnescare per i nuovi padroni rosso-gialli. Non si potevano cancellare dal mattino alla sera i decreti sicurezza (convertiti in Legge e che sono alla base della politica dei “porti chiusi”) ma andava iniziata una lenta e costante azione di “depotenziamento” e smantellamento.

Proprio quella che è stata avviata tra menzogne grandi come case, dati truccati, finti accordi internazionali e bufale di varia natura da contrapporre a notizie sempre più inquietanti da cercare di nascondere. Persino difficile ricordarsi tutto quanto accaduto in un mese… Ci proviamo.

PIÙ SBARCHI E PIÙ MORTI IN MARE

Come era facilmente prevedibile il cambiamento di linea politica ha riacceso le speranze dei disperati e spinto i trafficanti a rimettere in mare ogni genere di carretta.

Da nessuna parte siamo riusciti, però, a trovare un dato ufficiale sugli sbarchi e sul numero di morti in mare a settembre 2019. Provate anche voi. A partire dal sito del Ministero fino a tutti i giornali e i siti di “informazione” vengono forniti solo dati aggregati che parlano di tutto il 2019 e non indicano questa “contro-inversione” di tendenza che però le cronache hanno chiaramente raccontato.

Un dato attribuito al Ministero ci dice che, al 27 settembre, i migranti arrivati in Italia sarebbero quasi duemila (1.952 per la precisione), quasi 700 in più rispetto agli arrivi di agosto 2019 (1.268) quando comunque già c’era il vuoto politico (e il mare calmo).

Un dato incontestabile è che, al 31 agosto, si registravano solo 4 morti recuperati in mare e 839 dispersi nel 2019. Nel 2018 c’erano stati 23 morti accertati e 2.277 dispersi. Da settembre è stato, invece, tutto un susseguirsi di notizie tragiche, anche se non sempre verificate. Di sicuro, poco dopo la mezzanotte del 7 ottobre è naufragata, a poche miglia da Lampedusa, un’imbarcazione con una cinquantina di persone a bordo. Sono stati recuperati 13 cadaveri, tutte donne, decine di persone risultano disperse, tra queste almeno 8 bambini. I sopravvissuti sono 22. In un solo naufragio più morti che in tutto il 2019.

«Più sbarchi, più partenze, più morti. Non occorreva uno scienziato per prevedere il disastro» ha tuonato l’ex ministro Salvini. Possiamo dargli torto?

LA BUFALA DEGLI SBARCHI “FANTASMA”

Ancora oggi si sono registrai alcuni di questi arrivi sulle coste di Lampedusa e Porto Empedocle. Che siano “fantasma” è una invenzione mediatica già iniziata (e tollerata) con Salvini al governo. Usata per distinguere gli arriv di piccole imbarcazioni “non segnalate”, in contrasto con “le gradi navi” delle Ong che cercavano, invece, gli onori della cronaca.

Sia chiaro a tutti, che nessuna imbarcazione, di qualsivoglia dimensione, può sfuggire ai radar di Marina, Guardia Costiera e Capitaneria di Porto, soprattutto in un tratto di mare sorvegliatissimo come è il Canale di Sicilia.

Le nostre unità sono in grado – se vogliono – di intercettare qualsiasi mezzo. Basta ricordarsi le immagini tante volte trasmesse di inseguimento e cattura di piccoli e potentissimi motoscafi di contrabbandieri sulla rotta adriatica.
Se queste carrette sono arrivate fino alle nostre coste, pur essendo lente e cariche di essere umani è solo perché la Guardia Costiera ha consentito loro di farlo. Se per ordini ricevuti o per scelta, questo non siamo in grado di dirlo. Fatto sta che nemmeno Salvini – che pure ha dovuto subire un processo a causa del comportamento quanto meno “irrituale” di unità della GC – ha avuto il coraggio di aprire una inchiesta su eventuali complicità o favoreggiamenti nel business dell’immigrazione. La magistratura, poi, come sappiamo è impegnata solo a difendere le Ong.

CHE FINE HANNO FATTO LE ONG?

A proposito di Ong, quanto sta accedendo, da fine agosto a oggi, dimostra a tutti, anche ai più scettici, che la massiccia operazione con la quale una mezza dozzina di Ong ha messo in mare navi ed equipaggi per “forzare”, a turno, il blocco imposto dall’Italia, era solo una manovra politica.

A nessuna di queste Ong importava nulla dei profughi, ma solo di mettere in difficoltà il “nemico” Salvini (e ci sono riusciti, non c’è che dire). Non c’è stato nessun “salvataggio” in mare, come ci hanno fatto credere con la complicità dei media politicizzati o pietisti. Semplicemente andavano a prendere, a 2 miglia dalla costa, gruppi di “privilegiati” che hanno pagato anche il doppio del prezzo ai trafficanti per godere di quei comodi taxi per l’Italia.

Da parte delle Ong (non diciamo dei volontari, in gran parte in buona fede) non c’era nessun vero intento umanitario, come testimonia il fatto che i migranti venivano tenuti in ostaggio per settimane in mezzo al mare piuttosto che cercare un altro approdo (anche quando era stato loro offerto, per esempio dalla Spagna). Lo dimostra anche il fatto che, appena eliminato il “nemico”, Salvini, quasi tutte le ONG si sono ritirate, stanno vendendo le navi e se ne fregano del fatto che – adesso sì –  i morti nel Mediterraneo stanno aumentando.

Al momento solo la Ocean Wiking, delle Ong Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, è operativa. Ha appena finito di fare  “il pieno” e ora dirige, ovviamente, verso l’Italia. Dei 178 imbarcati hanno detto «Raggiungeranno l’Europa! Benvenuti!».

Ma l’Europa è contenta di riceverli? Sembrerebbe proprio di no, visto che la nuova ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ha subito lanciato un accorato quanto inascoltato appello «serve una strategia comune contro lo sfruttamento dei migranti e i trafficanti di esseri umani». Ma va?
Intanto, però, vuole anche lei mettere un freno allo scorrazzare delle Ong rispolverando il “codice di condotta delle Ong” a suo tempo proposto dal predecessore di Salvini, Marco Minniti e, ovviamente, mai attuato.
Scellerata idea quella di evocare Minniti, vedremo perché domani, così come capiremo quanto l’Europa irrida agli sforzi, sicuramente in buona fede, della ministro-prefetto!

(1 – Continua)

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