Con Libra Zuckerberg si vuol comprare il mondo

«Se è deciso ad andare fino in fondo con la sua criptovaluta, può innescarsi o una rivoluzione finanziaria epocale o una guerra economica»

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Maurizio Possega, fondatore di Crypto360 e grande esperto del settore delle criptovalute, è perentorio: «La convocazione di Mark Zuckerberg, il prossimo 23 ottobre, davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera americana, è un ennesimo segnale chiaro. Al centro dell’appuntamento c’è Libra e i servizi finanziari che Facebook vuol mettere in atto. La posta in gioco è altissima».

Maurizio Possega

Però Visa, Mastercard e anche PayPal hanno fatto un passo indietro rispetto al progetto Libra, che sta succedendo?

«La convocazione davanti alla Camera americana di Zuckerberg, ha fatto alzare le antenne a diversi protagonisti del palcoscenico economico finanziario americano. In ballo ci sono anche gli ampi chiarimenti che la Commissione Servizi Finanziari vuole in ordine ai sistemi di antiriciclaggio che Facebook intende adottare e perseguire. Visa e Mastercard sono uscite dall’orbita di Libra perché la nuova criptomoneta di Facebook si accaparrerebbe consistenti settori del loro mercato. PayPal, si è sfilata per gli stessi motivi ma anche perché è in attesa di una posizione ufficiale dei due rami parlamentari, magari aspettando qualche segnale da Washington».

Donald Trump come si pronuncerà, a un anno dalle elezioni presidenziali, su un argomento così importante?

«Non si è mai espresso in modo contrario al progetto di Zuckenberg, anche se grandi simpatie non credo le nutra. Si è espressa invece in maniera chiara la candidata democratica alla presidenza, Elisabeth Warren, in forte ascesa nei sondaggi (recentemente ha superato anche Biden ndr), che ha più volte dichiarato la volontà di intervenire sui social, correggendo a suo dire, un sistema corrotto che permette ad aziende giganti come Facebook, di ricorrere a pratiche anticoncorrenziali, di calpestare il diritto e la vita privata dei consumatori e di ignorare ripetutamente le pratiche di tutela della democrazia americana».

Il segnale suona come: “Colpirne uno per educarne cento”, rivolto al gruppo Faang (Facebook, Apple, Amazon, Netflix, Google)…

«Esattamente. Alcuni di loro hanno in progetto la propria criptovaluta e questa accusa innescata contro Facebook, ha lo scopo di far sentire “il clima” a cui andrebbero incontro, attuando lo stesso percorso di Zuckerberg».

Il progetto Libra può andare avanti e realizzarsi nonostante questo vento contrario?

«Credo si si. L’apporto di Visa, Mastercard e PayPal è importante ma non fondamentale. Facebook si basa essenzialmente sul potere del grande numero di utenti. Anche se una minima parte di loro utilizzasse Libra e i servizi finanziari da essa forniti, sarebbe comunque un grande successo».

Di cosa hanno paura, la Banca centrale americana e i poteri finanziari statunitensi?

«Di una reazione a catena che non potrebbero controllare. Libra, è una criptovaluta che è sostenuta e valorizzata da un paniere di sottostanti di grande valore (già in possesso di FB). Ogni singola Libra ha al suo interno, in percentuale diverse, dollari, euro, sterline, franchi svizzeri e una quota di titoli di stato americani per dare maggiore stabilità nelle burrasche del mercato. A questa criptomoneta, verrà dato un valore che potrà essere commercializzato, in acquisto e vendita, con qualsiasi moneta che Facebook vorrà accettare. Il tutto, agendo direttamente con il social, senza passare da nessun istituto bancario, svincolati da qualsiasi dipendenza o controllo».

Una nuova Banca centrale autonoma, indipendente e… incontrollabile?

«Esatto. Attuando Libra, Facebook, avrebbe il potere e la consistenza di una Banca centrale. In modo arcaico si direbbe che “conia moneta propria”. Avrebbe, oltretutto, tutti i servizi finanziari in modo totalmente svincolato da qualsiasi legame con la FED o la BCE. Ci sono in ballo interessi politici ed economico-finanziari giganteschi; i poteri forti tenteranno di tutto per fermare operazioni del genere, anche perché gli altri grandi social hanno nel cassetto lo stesso progetto. Immaginiamoci solo per un attimo cosa succederebbe se le persone, in grande quantità, aderissero ai vari progetti di criptomonete…».

Scenari mai visti…

«I grandi colossi social privati, con in pancia una gran quantità delle maggiori valute mondiali e dei titoli di stato, contro le Banche Centrali che quelle valute e quei titoli di stato li hanno emessi. Si aprono scenari incredibili e difficilmente immaginabili. Può essere una rivoluzione economico-finanziaria epocale, come ci può essere il rischio dell’innescarsi di una guerra economica mai vista».

A Oriente, cosa dicono?

«La Cina si è espressa in modo chiaro e netto. Non riconoscerà in alcun modo Libra né altre criptovalute social. Il governo cinese emetterà la propria criptovaluta statale legata, come sottostante, allo Yuan e ai migliori titoli cinesi».

 

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