Emma, l’influencer “sciatta” simbolo della Generazione Z

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Se il suo nome vi dice qualcosa, probabilmente avete meno di 18 anni. Se non la conoscete, sappiate che Emma Chamberlain è l’influencer più importante dei nati dopo il 2000. Non ha una bellezza tipicamente statuaria e patinata, fa foto volutamente brutte e si mostra quasi sempre non truccata. Ma in meno di due anni ha raggiunto 8 milioni di iscritti sul suo canale YouTube e altrettanti follower su Instagram, diventando il simbolo della nuova estetica di Instagram: un’estetica basata non più su sfondi rosa, tazze di caffè ben sistemate sulla scrivania e luci sparate. Bensì basata su foto con il flash, pose brutte e non ritoccate. L’estetica della Generazione Z.

Nata in California da genitori separatisi quando lei ha appena 5 anni, Emma posta il primo video su YouTube a 16 anni, nel 2017: lei che cammina per strada indossando dei vestiti considerati “alternativi”.

Per tutta l’estate continua a postare a ritmo quasi compulsivo dei filmati piuttosto inediti per i vlogger di allora, per almeno due motivi.

Primo: Emma racconta la sua vita in una sorta di flusso di coscienza libero e per definizione imprevedibile. Mostra le sue gaffe, ostenta le imperfezioni, confessa le sue debolezze: racconta le difficoltà per prendere la patente, le fasi “down” della vita adolescenziale, un viaggio senza senso in una cittadina della California, il maldestro tentativo di fare una torta vegana. Racconta forse meglio di tutti le peripezie di un’adolescente alle prese con la vita e le sue stranezze.

Secondo motivo: Emma incornicia quel racconto verbale apparentemente naive in un montaggio perfetto, velocissimo e dal ritmo sincopato. Il suo editing, fatto di rumori aggiunti in post-produzione, cambi di ritmo continui e zoom digitali, è diventato quasi uno stile a sé, tale da meritarsi dei video-parodia.

Il video più visto del suo canale YouTube è quello di un viaggio a Las Vegas fatto assieme ad altri Youtuber. 20 minuti che contengono almeno 600 singole “inquadrature” montate insieme (un’inquadratura ogni due secondi). Roba da far impallidire persino i montatori de Le Iene.

Lo sbarco su Instagram è stato quasi contemporaneo a quello su YouTube. Sulla piattaforma comprata da Mark Zuckerberg, Emma posta per lo più selfie in pose strane e imprevedibili. Nessuna inquadratura dall’alto, tazze di caffè fumante, colori rosa, luci soffuse, avocado toast e centrifugati. Emma, come altri Instagrammer della sua generazione, posta selfie in bagno, con volto scazzato da post-hangover, cani buffi, inquadrature sballate, colori spenti e flash sparato in faccia.

Il suo stile è quello che meglio rappresenta quello della Generazione Z sui social, lontano anni luce dai canoni stilistici più patinati della Generazione X. È quello che qualcuno ha definito “fuck the world style”: uno stile ironico, sexy e volutamente (artificialmente) sciatto.

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