Dio li fa e Facebook li accoppia

Ora Mark usa i nostri dati su Facebook per trovarci l’amore

tempo di lettura 9 minuti

Un investimento perfetto come timing e modalità, secondo qualcuno. Un azzardo dettato dalla disperata ricerca di attirare la fascia di utenti tra i 18 e 30 anni che sta lasciando Facebook, per qualcun altro. Una svolta importante del social media più famoso del mondo, secondo tutti. Settimana scorsa Facebook ha lanciato la sua funzione “dating”, entrando in un mercato altamente competitivo e versatile, ma anche pieno di praterie (commerciali) da esplorare: quello delle relazioni d’amore ai tempi dello smartphone.

Facebook, infatti, entra in gara con i colossi digitali più importanti del mondo dell’amore online, come le dating app Tinder, Happn’ e Bumble, e le applicazioni più “american-focused” come Hinge, Coffee Meets Bagel e OkCupid. In un’epoca in cui la vita nelle grandi città è sempre più frenetica e in cui il percorso personale e la carriera hanno priorità sulle relazioni interpersonali, le relazioni sentimentali diventano sempre più liquide. Per questo le dating app hanno intercettato, quando sono nate, un bisogno: quello di centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi, giovani e meno giovani, alla ricerca di flirt occasionali per non sentirsi soli, ma non alla ricerca di storie e impegni complessi che li possano limitare.

20 PAESI, PROFILO SNELLO E NIENTE SCREENSHOT:
ECCO COME FUNZIONA

Già, ma come funziona questo “Facebook Dating?”. La novità è apparsa sotto forma di cuoricino, nero e bianco prima, rosso e violetto poi, in alto a destra, il giorno del lancio. Non è apparso a tutti nel mondo, perché Facebook ha iniziato a testare la nuova applicazione in via sperimentale solo in 20 Paesi: tra questi Stati Uniti e Canada, Brasile ed Ecuador, Messico e Peru, Singapore e Tailandia, Malesia e Vietnam. Oltre alla Colombia, dove in realtà Facebook Dating esiste, silenziosamente, già dall’anno scorso.

L’uso della funzione è facile. Prima si completa il profilo inserendo una piccola biografia, la propria geo-localizzazione e il genere a cui si è interessati. Poi si inserisce una o più di una foto, tratte tendenzialmente dal proprio profilo Facebook – ma si può scegliere anche dall’archivio personale del device da cui si sta utilizzando la funzione o da Instagram, sorella di FB. Infine si attende che venga sbloccata la propria zona di riferimento.

Ci penserà Facebook a inviare agli utenti i suggerimenti delle foto delle persone che potresti voler conoscere, sulla base dei dati e delle preferenze che sono state inserite. Come una dating app qualsiasi. La differenza è che oltre a questo, Facebook Dating suggerisce i match anche sulla base “dei tuoi eventi” (a cui hai mostrato interesse su Facebook) e ai tuoi gruppi (a cui sei iscritto su Facebook). Niente paura, però: nessuno dei vostri amici, sul social network, verrà segnalato a voi né voi verrete segnalati a lei/lui. A meno che non attiviate la funzione che sblocca ogni match, “Secret Crush”, ma questa è un’altra storia.

Fatto curioso: volete provare a fare uno screenshot del vostro profilo? Facebook Dating ve lo vieta, almeno per ora (come dimostrato dall’immagine qui sotto).

LE DATING APP SANNO CHE VI PIACE IL NUOTO,
FACEBOOK SA DOVE VAI A NUOTARE

L’applicazione di Facebook è una piccola rivoluzione, per più di una ragione. Innanzitutto perché vivrà di vita propria rispetto al social media da cui prende il nome: la funzione dating è infatti facoltativa e, per ora, gratuita. Nell’intenzione dei manager, rimarrà così a lungo. Ma è al tempo stesso legata a doppio filo a quello strumento con cui Mark Zuckerberg ha già raccolto su ognuno di noi una quantità enorme di dati: dagli eventi seguiti ai post scritti, dai check-in fatti nei luoghi visitati agli interessi, dalle preferenze delle condivisioni alle tematiche toccate nei commenti, dai ban pubblicitari cliccati alle pubblicità viste.

Facebook, più di Hinge o di Tinder, ha infatti piena consapevolezza di che cosa (e di chi) possa piacere a un utente iscritto, alla ricerca di flirt. Su Hinge o Tinder una ragazza o un ragazzo può mettere nelle sue preferenze che è appassionato di nuoto. Facebook sa, perfettamente, dove e quando e come quell’utente che ha espresso l’interesse del nuoto va a nuotare. E l’algoritmo che presenta le “persone che potresti voler conoscere” ha il potenziale di essere molto, molto preciso. Fin troppo.

DOPPIA NATURA E PRIVACY DEI DATI

Ad ammettere inconsapevolmente questo doppio aspetto di Dating è Facebook stessa. Che da una parte ci tiene a precisare che questa funzione si presenterà sempre come un’applicazione nell’applicazione, capace di viaggiare su un binario parallelo. Ma dall’altra, nelle parole del product manager Nathan Sharp dichiarate alla rivista TechCrunch, ammette: oltre alle preferenze di genere e alla geo-localizzazione, i match si baseranno «sugli interessi e sulle altre cose che fai su Facebook».

Quindi, la domanda, sorge spontanea: ci si può fidare ad affidare i propri dati e, letteralmente, il proprio cuore a un social media che su dati e privacy ha vissuto nella storia recente alcuni degli scandali più gravi?

Oltre al più celebre caso di Cambridge Analytica, Facebook il 24 luglio scorso ha annunciato di aver trovato un accordo con la Federal Trade Commission statunitense per il pagamento di una multa-record di 5 miliardi di dollari. Il motivo? “Violazioni della privacy”. Mentre il 4 settembre ha ammesso che milioni di numeri di telefono inseriti sul social media dagli utenti sono stati archiviati in un database online non protetto da password e a rischio “leak”, secondo quanto riportato dal magazine TechCrunch.

EDUCAZIONE DIGITALE E POTENZIALE ECONOMICO

Come sempre, quando si parla di privacy e di applicazioni come Facebook, il discorso è duplice. Facebook sa dove vai a nuotare, ma solo se tu glielo vuoi dire. Basta un po’ di educazione digitale e di accortezza, talvolta, per evitare invasioni eccessive della privacy. E su questo lo scandalo Cambridge Analytica che portò Mark Zuckerberg davanti al Congresso USA a testimoniare dei misfatti del 2016 ne ha dato un chiaro esempio.

Il potenziale economico di Dating, però, per Facebook rimane enorme. Nonostante il colosso social abbia assicurato che «sicurezza e privacy sono alla base di questo prodotto e nonostante abbia confermato l’intenzione di tenere “Dating” come funzione gratuita, è la partita dei dati quella più grossa.

Secondo un’indagine commissionata da Facebook su 3mila persone di 18 o più anni iscritte alle dating app, il 40% di esse ha mostrato insoddisfazione. Il motivo? Il fatto che le applicazioni di oggi non siano capaci di intercettare le persone con i loro interessi. Mentre si è scoperto che sono 200 i milioni di utenti su Facebook identificatisi come “single” sul social media.

Facebook si pone l’obiettivo di usare proprio i dati personali degli utenti già iscritti per intercettare quel bisogno nel bisogno. E di raccoglierne sempre di più. In un mercato che, secondo gli analisti, è enorme: entro il 2020 il mondo del dating online potrebbe valere 12 miliardi di dollari. Del resto, il primissimo Facebook era nato proprio sulla base di intenzioni simili: quelle di permettere agli universitari di rintracciare persone interessanti, conosciute alla festa della sera prima.

Mark Zuckerberg lo sapeva: lo ha sempre saputo.

 

Lascia un commento

Articolo precedente

Come funziona la censura di Facebook

Prossimo articolo

16 settembre: l'andata e ritorno di Steve Jobs da Apple

Gli ultimi articoli di Blog