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“Noi parliamo di Bibbiano”: ecco le intercettazioni

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Perché l’inchiesta “Angeli e Demoni” (nota come “Bibbiano” perché il responsabile dell’Unione della Val d’Enza era il sindaco Pd di Bibbiano) è così scomoda e “destabilizzante”? Principalmente per due motivi.
Il primo, è che ha svelato che un sistema, presentato dal Pd come un “modello” persino in Parlamento, che era, in realtà, basato su affidi illeciti. Bambini tolti alle famiglie ricorrendo a relazioni e accuse false o, peggio, cercando di indurre i minori a denunciare abusi non subiti. Il tutto per lucrare economicamente su perizie e assegnazioni presso coppie o case-famiglie che ricevevano lauti sussidi.

Il secondo motivo, anche più determinante, è che questa inchiesta non si basa su vaghi indizi ma su solide prove e devastanti intercettazioni. Gli audio di alcune di queste non ammettono dubbi e rendono l’impianto accusatorio inattaccabile da parte dei detrattori politici che cercano quindi di far calare il sipario dell’omertà.

Se qualcuno avesse ancora dubbi sull’inchiesta “Angeli e Demoni”, può andare a rivedere l’ultima mezz’ora della puntata di ieri (11 settembre) di “Chi l’ha visto?”. Il programma di Rai3 condotto da Federica Sciarelli. Prima sono stati ricordati altri casi di bambini sottratti alla famiglia (come la vicenda di Perla a Reggio Emilia o del bambino di Avezzano portato via da scuola); poi, finalmente, si è arrivati a Bibbiano con la proposizione dell’audio di alcune intercettazioni che non lasciano spazio a dubbi.

La forza di queste prove è sconvolgente, le parole riportate sono terrificanti.

Tuttavia, su internet e sui social, si trova ancora chi parla di “fake”, di “strumentalizzazione politica” e quant’altro. Persone che non hanno letto le 277 pagine dell’Ordinanza o che sono in palese malafede. In un dibattito sui social c’è capitata anche una signora che, per “stupire” gli interlocutori e sminuire le accuse contro il sindaco Pd, ha postato la copertina dell’Ordinanza, come per dire “che ne sapete voi”. Peccato per lei che sono stati subito citati tutti i passi relativi alle accuse. A quel punto la signora non è più intervenuta.

Su Facebook, da tempo, è in azione una vera e propria “task force” di militanti del Pd, impegnati a bloccare, insultare e, nel migliore dei casi, confutare chi parla di Bibbiano.

Però arrivare ad accusare la Sciarelli di prestare il fianco a un’operazione politica contro il Pd, è davvero eccessivo. La giornalista di Rai3 non ha certo mai avuto simpatie lontane dalla sinistra, ma con l’aria che si respira oggi sui social, “democraticamente” purgati da ogni idea non conforme, non c’è da stupirsi di nulla.

Infine, c’è un ultimo motivo che rende “scomoda” l’inchiesta; ma è tutto interno al nuovo governo. Può sembrare paradossale ma è stato proprio il Pd che ha politicizzato Bibbiano. Infatti, se avesse preso subito le distanze dal sindaco Carletti, in attesa dell’inchiesta della magistratura, nessuno avrebbe potuto dire nulla, perché sindaci che sbagliano ci sono in tutti i partiti. Invece, ha solidarizzato con lui, non l’ha nemmeno sospeso quando gli sono stati confermati gli arresti domiciliari. Poi, ha iniziato la campagna per minimizzare o tacitare l’inchiesta. Questo ha scatenato la reazione indignata del web (#ParlateciDiBibbiano) e, a seguire, dei politici. Il primo fu proprio l’attuale alleato, Luigi Di Maio, dei 5 Stelle, che si è pure beccato una querela da Zingaretti.

A ciò è seguita una serie di autogol di comunicazione (di cui ci siamo già occupati) che hanno esposto ancor più il Pd, soprattutto una volta constata la “congiura del silenzio” a opera dei media mainstream. Alla fine è arrivata anche l’indegna difesa del “sistema affidi” emiliano operata dal capogruppo dei deputati Graziano Delrio.

Il fatto è che l’inchiesta Bibbiano, forte delle inattaccabili intercettazioni, ha portato alla luce altri casi di cattiva gestione degli affidi, rivelando la necessità di nuove misure a sostegno delle famiglie, per impedire lo strapotere degli assistenti sociali e lo scandalo di giudici onorari con interessi nelle case-famiglia.

Il tema ora dovrebbe passare all’attenzione del nuovo governo rosso-giallo, oltretutto con in vista le elezioni in Emilia-Romagna (che stanno cercando di far slittare il più possibile). Chi vincerà: le accuse di Di Maio, la difesa di Derio o… il silenzio di Zingaretti?

Comunque vada, noi continueremo a parlarne.

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