Don Camillo conquista Facebook e diventa un libro

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Di solito su Facebook si leggono contributi tratti da quanto si è visto in televisione, al cinema oppure letto sui giornali e sono consueti anche i “meme” con citazioni di libri. Quella che vi raccontiamo, però, è una storia completamente diversa, un caso più unico che raro. È successo il contrario, ovvero che gli interventi di un sacerdote sulla propria pagina Facebook siano diventati, “a furor di popolo”, un libro.

Una dimostrazione che, attraverso i social, prima che la censura del politicamente corretto intervenga, si può persino annunciare il Vangelo.

Giovannino Guareschi amava Cervia; vi trascorreva le vacanze estive ed è lì, che il 22 luglio 1968, ci ha lasciati. Era pronto a riprendere la battaglia, insieme a Giorgio Pisanò, dalle pagine del suo settimanale, il “Candido”, ma il buon Dio ha pensato bene di non fargli vedere quanto sarebbe accaduto in Italia e nel mondo da quel 1968: la violenza, le stragi, la distruzione della scuola, della famiglia, della società. Meglio così, Guareschi aveva già dovuto mandar giù manciate di bicarbonato per il suo mal di stomaco passando da un lager nazista alle prigioni “democristiane”; non ce l’avrebbe fatta a digerire gli Anni Settanta.

Guareschi, sappiamo, fu il papà di don Camillo: un pretone che oggi si direbbe “tradizionalista”, che parlava con il suo Crocifisso (abitudine non certo diffusa nel clero moderno, specialmente in Vaticano). Il Gesù di quella Croce lo consigliava, lo consolava e lo sgridava per i suoi eccessi. Don Camillo, nei film, come tutti ricorderanno, era interpretato da un attore francese fenomenale: Fernandel (Fernand-Joseph-Désiré Contandin).

Ebbene, ecco che la nostra storia nasce proprio a Cervia e ha come protagonista un sacerdote italo-francese: Pierre Laurent Cabantous (arciprete della concattedrale di S. Maria Assunta).

don Pierre Laurent Cabantous

In occasione del 50° anniversario della morte di Giovannino Guareschi, probabilmente stimolato dalle tante iniziative promosse in ricordo dello scrittore, don Pierre ha ripensato ai dialoghi di don Camillo e, sulla sua pagina Facebook, seguendo un po’ lo stile di Guareschi, ha pubblicato alcuni suoi personali dialoghi con Gesù «prendendo spunto  – come egli stesso afferma – da ciò che gli capitava o da vicende passate».

Il successo è stato immediato. Lo stesso don Pierre Laurent Cabantous ce lo conferma: «Tali dialoghi sono diventati, per usare il gergo dei social, “virali”. Si sono rivelati diciotto piccole catechesi fatte con il sorriso: dal valore della preghiera all’importanza dei sacramenti, dal dovere della testimonianza all’emergenza educativa».

Sui suoi scritti afferma: «Io ho imitato lontanamente quello che è lo stile di Guareschi; lui era un genio assoluto della letteratura italiana… Ho preso spunto da quei famosi dialoghi di  don Camillo con il Crocifisso per sviluppare alcuni temi, partendo dalla quotidianità».

Don Pierre Laurent Cabantous è un prete che non ama la menzogna e nel suo libro è tutto in ordine, Guareschi scriverebbe: “come Dio comanda”, quindi, la domenica non è il week-end, così, come il 15 agosto non è Ferragosto, ma la Festa dell’Assunta. Il libro si intitola: “Un don Camillo a Cervia” (Itaca editrice, 59 pagine, 10,00 €) e il ricavato è destinato al completamento del restauro della Chiesa del Suffragio di Cervia.

Così scrive Costanza Miriano (giornalista di Rai Vaticano) nella sua prefazione: «Si capisce che don Pierre ama davvero il Signore, il che presuppone che creda sul serio in Lui (cosa non scontata, purtroppo, neppure tra i sacerdoti)». Poi, aggiunge, riferendosi a Facebook:

«Se le sue parole fossero solo un reperto di un’epoca lontana, non sarebbero in rete, sui social, e non sarebbero lette e così apprezzate in un ambito dove tanto contano la velocità di informazione e la comunicazione brillante e accattivante».

Infine, se volete, potete seguire don Pierre Laurent Cabantous, sul suo profilo Facebook e sul suo canale YouTube (se non lo oscurano prima…).

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