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La sfida di Orwell approda al Meeting di Rimini

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È partita ieri l’edizione numero 4o del Meeting di Rimini, che quest’anno ha come titolo «Nacque il tuo nome da ciò che fissavi», verso di una poesia di Karol Wojtyla dedicata alla Veronica intitolata Il Nome: un modo per riaffermare la necessità di riappropriarci di noi stessi e delle cose che ci circondano partendo proprio dal linguaggio – oggi martoriato da volgarità e ignoranza – rifiutando la spersonalizzazione a cui troppi sembrano ormai assuefatti.

Saranno, infatti, anche questi i temi al centro dei 179 incontri a cui, fino al 24 agosto, prenderanno parte 625 relatori, che discuteranno delle grandi sfide contemporanee con l’obiettivo di condividere esperienze ma anche soluzioni perché,  come ha spiegato ieri il presidente di Cdo Como, Marco Mazzone, in un’intervista al quotidiano La Provincia, «il Meeting è l’occasione per capire chi siamo nella società, nell’economia, nella politica, nel gestire la famiglia o un’azienda, nell’occupare un posto nella comunità».

In quest’ottica, è centrale il dibattito sull’innovazione tecnologica e sull’impatto che sta avendo sia nel mondo del lavoro, sia nell’ambito delle relazioni personali:

«Da un lato – si legge nel documento di presentazione della kermesse – una capacità stupefacente di costruire, manipolare e controllare la realtà attraverso un potere tecnologico sempre più diffuso; dall’altro un sempre più profondo smarrimento riguardo al senso per cui ciascuno di noi sta al mondo e alla società che si vuole costruire. E così, paradossalmente, alla potenza della tecnica, che muove ormai l’economia e la politica globali, si accompagna l’impotenza endemica della povertà – povertà di beni e soprattutto di significato – che dilaga nel mondo».

Tema su cui è stato invitato a intervenire anche il fondatore di Orwell, Alessandro Nardone, che alle 17:00 di domani sarà tra i relatori di un incontro intitolato “Con quale coscienza creiamo gli algoritmi?”, nel corso del quale illustrerà le caratteristiche dell’algoritmo che gestisce la piattaforma di Orwell, la startup creata a inizio anno con l’obiettivo di  contrastare le fake news «offrendo alle aziende l’opportunità di comunicare accedendo a contenuti di qualità».

Oltre a Nardone, il tavolo dei relatori sarà composto da Carlo Bagnoli, docente di Innovazione Strategica all’Università Ca’ Foscari e Paolo Benanti, docente di Teologia Morale e Bioetica all’Università Gregoriana. Introduce Gigi Gianola, Direttore generale Cdo.

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