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Politica e social (3): gli atti parlano i giornali tacciono

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Nella case history di comunicazione politica che è diventata il “caso Bibbiniano” abbiamo lasciato un Pd imbarazzato reagire sposando la tesi del complottismo. Intanto, l’8 luglio, il sindaco di Bibbiano viene sospeso dall’incarico e gli vengono confermati gli arresti domiciliari. Potrebbe essere l’occasione per sospenderlo dal partito, ma il Pd respinge l’idea, anche perché continuano i messaggi di sostegno e solidarietà a Carletti, anche da parte dell’Anpi (l’associazione dei partigiani!) e di altre realtà della sinistra. Sarà lo stesso Carletti ad “auto-sopendersi” dal Pd ringraziando per il sostegno ricevuto e ribadendo «con estrema fermezza la correttezza e l’onestà del proprio operato». I magistrati la pensano ben diversamente.

Sui social, intanto, comincia a svilupparsi il “tormentone” Parlateci-Di-Bibbiano, mentre il Pd passa alla Fase 2: minimizzare le accuse al sindaco. Tutti i grandi giornali si allineano dicendo che Carletti è accusato “solo” di abuso d’ufficio per aver assegnato i locali al Centro Hansel e Gretel, ma questa è appena una delle accuse, la più leggera; quelle che pesano sono le altre. Si legge nell’ordinanza:

«Non solo era perfettamente a conoscenza del coinvolgimento di Hansel e Gretel e dei suoi psicologi ma attivamente, in comunicati pubblici e audizioni alla Camera dei deputati, forniva copertura politica omettendo di indicare il costo di tale collaborazione e le modalità illegittime di corresponsione dei compensi e falsamente e subdolamente facendo intendere si trattasse di una mera collaborazione scientifica gratuita…  

«Lungi dal limitarsi a una mera omissione di controllo sulla attività della amministrazione su cui specificatamente aveva competenza e responsabilità politica, si adoperava per consentire la prosecuzione della attività ottenendo anche un notevole ritorno di immagine oltre che di incremento dei fondi del proprio settore di competenza…  

«Carletti desideroso di avere sul proprio territorio una comunità di eccellenza per affido minori con psicoterapeuta incorporata, nuovamente in violazione delle procedure di evidenza pubblica necessarie per la scelta del contraente privato, ha ancora una volta designato Claudio Foti (comunità Hansel e Gretel) quale fornitore del servizio».

I grandi medi non riportano queste parole lapidarie, ma i social sì, allora gli “esperti” di comunicazione del Pd passano alla Fase 3, quella un po’ disperata di appellarsi alle “fake news”, un po’ come accusare il dito senza parlare della luna. Così cominciano una serie di tweet e di post su Facebook come quello del parlamentare europeo Carlo Calenda: «Molti chiedono provocatoriamente se ho qualcosa da dire sui fatti di #Bibbiano, come se fosse un argomento di contrapposizione politica. La mia risposta è questa. Penso che utilizzare un orrendo fatto di cronaca, che coinvolge bambini, per fini politici sia il peggior sciacallaggio immaginabile. Considero chi lo pratica un farabutto senza morale né dignità. Ho parlato abbastanza chiaro?».

Il deputato Emanuele Fiano con un tweet rilanciato anche sulla sua pagina Facebook prova a ribaltare il concetto scrivendo: «Contro la marea pilotata di fake sul dramma di #Bibbiano, #parlatecidiMosca» utilizzando la foto di uno striscione con la scritta “Parlateci di Bibbiano” e sostituendo (con un montaggio fotografico) la parola Mosca a quella Bibbiano.

Il post viene subito rilanciato con commenti indignati “Bibbiano non è un fake”, mentre altri fanno notare che lo striscione truccato, quello sì, è un fake; infine si sprecano i rimandi ai finanziamenti che da Mosca arrivavano al vecchio Pci. Insomma, un errore clamoroso.

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti fa persino di peggio, scoppia a ridere (una risatina “nervosa”) dinanzi a una giornalista tv che gli chiede di Bibbiano e riesce solo a dire, sempre ridacchiando «Ne parla in modo vergognoso il Movimento 5 Stelle». Il video, naturalmente, diventa virale sui social e l’immagine di Zingaretti davvero non ne esce bene.

Ancor più grave, dal punto di vista comunicativo, l’atteggiamento dal Pd del Lazio che su Facebook scrive un comunicato chilometrico che parte da questa considerazione: «PER CHIAREZZA. Il caso #bibbiano è stato un teatrino di fake news alimentato dai network di estrema destra. Una cosa molto grave è stato il cappello che ci hanno messo Salvini e Di Maio. Fare propaganda politica su 6 bambini rappresenta il punto più basso della storia politica del nostro paese. #pdlazio».

L’errore grave è definire l’inchiesta di Bibbiano come un teatrino di fake, scatenando migliaia di proteste on line. Così, il giorno dopo, spostano il tiro contro Giorgia Meloni scrivendo. «PER MAGGIORE CHIAREZZA: fare propaganda politica sul dramma di quei bambini e quelle famiglie è di una bassezza inaudita. #pdlazio», perché Fratelli d’Italia ha attaccato manifesti con la scritta “Parlateci di Bibbiano” che vengono definiti: «bugiardi e violenti manifesti come questo che hanno affisso fuori alla sede PD di Ciampino».

Sui social questo linguaggio può solo scatenare commenti salaci che si ritorcono contro chi li ha pubblicati. Ma non è finita qui, purtroppo, seguiteci tra due giorni.

(3- Continua)

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