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Politica e social (2): la sindrome di Forteto

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Veniamo ora al Pd che, con i suoi errori, ha commesso dei veri e propri autogol comunicativi, con i quali, di fatto, ha alimentato e politicizzato la vicenda. Una premessa necessaria è la vicenda del Forteto, la comunità toscana fondata da Rodolfo Fiesoli, accusato e già condannato assieme ad altri per maltrattamenti e atti di libidine nel 1985, al quale però continuavano ad essere affidati minori fino alle nuove denunce e alle nuove condanne del 2017. La comunità presentava un’idea di famiglia “alternativa” considerata un modello dalla sinistra e sempre difesa dagli esponenti del Pci poi Pds, poi Ds e infine Pd; dove, in realtà, si commettevano violenze sui minori affidati. Una comunità oggetto di due commissioni d’inchiesta, una regionale e una nazionale, riuscendo a vincere le non poche resistenze del Pd che, nel 2015, alla Camera, aveva bocciato la mozione delle opposizioni che chiedeva il commissariamento della cooperativa e l’istituzione, appunto, della commissione d’inchiesta.

Questa premessa era doverosa per far capire la difficoltà del Pd appena sono uscite le notizie dell’inchiesta a Bibbiano.

Per incominciare non prende le distanze dal sindaco Andrea Carletti, accusato di abuso d’ufficio e falso ideologico e posto agli arresti domiciliari. Apparentemente potrebbe sembrare l’oscuro amministratore di un paesino del reggiano coinvolto in un’inchiesta più grande di lui; un sindaco che qualsiasi altro partito avrebbe subito scaricato. Perché ciò non avviene? Perché Bibbiano era considerato un “modello” dal Pd.

Un “modello” che, come tale, è stato presentato persino in Parlamento. Pochi lo ricordano: è il 14 luglio 2016 quando la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza ascolta i rappresentanti del Servizio sociale integrato dell’Unione dei comuni della Val d’Enza, ovvero proprio la dirigente Federica Anghinolfi e il sindaco Andrea Carletti, accompagnati dalla criminologa della Asl reggiana Maria Stella D’Andrea. Il team spiega come funziona il loro sistema, lasciando anche relazioni scritte, schede di sintesi e una bozza di proposta organizzativa.

I dati che presentano “impressionano” la presidente Sandra Zampa (del Pd) che osserva. «che ci siano 900 casi di minori in carico ai servizi e di questi il 10 per cento per situazioni così gravi è molto preoccupante, se è la spia di un dato nazionale» e la deputata del Pd Vanna Iori aggiunge: «Volevo solo ringraziare e dire che il motivo per cui ho proposto questa audizione è che per la prima volta abbiamo non solo la denuncia di un fenomeno, ma anche un tentativo di risposta».

Capito? Bibbiano e il suo team oggi sotto inchiesta per aver sottratto i minori alle famiglie con false perizie furono presentati dal Pd come un modello nazionale.

Ecco spiegati i duri attacchi da parte di grillini e centrodestra ai quali il Pd non riesce a rispondere. La linea di difesa sembra impostata su tre varianti: il complotto dei social, la minimizzazione dell’accusa al sindaco e guardare al dito anziché la luna, ovvero rispondere agli attacchi attaccando e denunciando lo “sciacallaggio” degli avversari politici che “speculano sui minori”.

Sul fronte del complottismo, c’è la conferenza stampa del 4 luglio (di cui abbiamo parlato in questo articolo) durante la quale viene annunciata una azione legale contro una “macchinazione” a base di diffamazioni sui social. La tesi della macchinazione verrà, poi, ripresa e “documentate” dalla fedele Repubblica con un articolo in prima pagina di cui parliamo qui.

L’attacco contro gli utenti dei social si dimostra un autogol. Gli hastag denunciati prendono ancora più forza e c’è chi reagisce alle accuse di “speculare si bambini” rilanciando foto di manifesti del Pd che, sui migranti, utilizzava i corpi dei bambini annegati. Bisognava, allora, cambiare strategia mediatica. Vedremo come nel prossimo articolo, tra due giorni.

(2- Continua)

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