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Orwell a Londra per rappresentare l’innovazione italiana

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Si è conclusa giovedì 18 luglio l’edizione Londinese di Unbound, fiera internazionale che si svolge ogni anno anche in Bahrain e a Singapore, che ha lo scopo di celebrare l’innovazione, raccogliendo le proposte delle migliori startup europee e ponendo le persone al centro dell’innovazione. Dall’intelligenza artificiale alla fintech, passando per sostenibilità, energia, investimenti, blockchain, benessere digitale, comunicazione e altro ancora: l’incontro tra innovatori a Londra ha creato connessioni inestimabili e permesso di scoprire intuizioni ispiratrici e tecnologie emergenti che daranno forma al nostro futuro.

Con la sua delegazione composta dal CEO & Founder Alessandro Nardone, Noemi Galbiati e Nicolò Scorpo, Orwell Srl è stata tra i protagonisti assoluti della fiera londinese perché scelta per rappresentare l’innovazione italiana insieme ad altre 24 startup sul territorio nazionale da ICE-Italian Trade Agency.

Una grande opportunità per aumentare la visibilità del brand Orwell e per confrontarsi con stakeholder e realtà simili per scambiarsi opinioni circa un settore in costante fermento.

Dal Future Stage di Unbound Alessandro Nardone – che è stato selezionato dagli organizzatori per intervenire – ha spiegato a una nutrita platea di investitori e altri startupper la Piattaforma di Orwell, le sue potenzialità e l’impatto che questa avrà nell’espletamento di molte operazioni di gestione e comunicazione di aziende di qualsiasi tipo e dimensione:

«Orwell è un ecosistema – ha spiegato Nardone – che consentirà alle aziende di digitalizzarsi e comunicare con efficacia, così come diventerà uno strumento di lavoro e guadagno per i creatori di contenuti come i giornalisti, che sono una delle categorie più penalizzate dai mutamenti che il Web ha portato al mondo dell’editoria.»

Nel resto della due giorni di fiera, invece, molti sono stati gli addetti ai lavori e i giornalisti che si sono avvicendati allo stand per chiedere informazioni sul progetto Orwell, evidentemente attratti da un brand a loro familiare e dalla distribuzione della versione cartacea (ovviamente in inglese) del primo numero del nostro giornale.

 

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